Il mondo del calcio e i tifosi del Genoa piangono la scomparsa di Nazzareno Canuti, venuto a mancare all’età di 70 anni. Ex difensore centrale, ha vestito la maglia rossoblù per due stagioni, lasciando un’impronta indelebile non solo per le sue doti atletiche ma anche per le sue qualità umane. A ricordarlo con affetto è stato anche l’ex compagno di squadra Aldo Serena, che sui social lo ha descritto come una persona “bella, simpatica, generosa”, capace di trattare con la stessa umiltà sia i giovani della Primavera sia i campioni affermati.
Una carriera tra Inter e Genoa
Nazzareno Canuti approdò al Genoa nell’estate del 1983, dopo una lunga e vincente militanza nell’Inter, con cui aveva conquistato uno scudetto nella stagione 1979-80, due Coppe Italia e un Mundialito nel 1981, indossando anche la fascia di capitano. Con il Grifone disputò 50 partite tra il 1983 e il 1985, facendosi apprezzare per la sua tempra da difensore roccioso e arcigno. La sua carriera incluse anche esperienze con il Milan in Serie B, il Catania e la Solbiatese, oltre a 12 presenze con la Nazionale Under 21. Una volta appese le scarpe al chiodo, scelse di allontanarsi dal mondo del calcio, intraprendendo una nuova carriera come agente della Sony al fianco dell’amico ed ex calciatore Evaristo Beccalossi.
L’eroico gesto di Cremona a difesa di un tifoso
Oltre alle prestazioni in campo, a rendere speciale il ricordo di Canuti è un episodio avvenuto a Cremona, che ne testimonia il grande cuore. Trovandosi in tribuna perché squalificato, l’ex difensore notò che il noto tifoso genoano Beppe Spinella, famoso per la sua marsina rossoblù e la tuba, era stato circondato da un gruppo di malintenzionati con fare minaccioso. Senza esitazione, Canuti si precipitò insieme al compagno di squadra Bergamaschi per proteggere il tifoso. La sua imponente presenza fisica fu sufficiente a scoraggiare gli aggressori, che si dileguarono rapidamente. Un gesto che dimostra come il suo istinto di difensore andasse ben oltre il rettangolo di gioco, estendendosi alla protezione dei più deboli e dei suoi stessi tifosi.




