Daniele De Rossi non lascia nulla al caso. La Serie A è un campionato dove talenti tecnici e veloci possono cambiare l’inerzia di una gara, costringendo ogni squadra a preparare contromisure specifiche. Per il suo Genoa, il tecnico ha in mente un percorso chiaro, fondato sulla solidità del collettivo e sulla capacità di disinnescare le minacce avversarie, a partire dalla costruzione di un reparto difensivo attento e di un centrocampo capace di fare da filtro.
Una difesa tra esperienza e gioventù
Il pacchetto arretrato rappresenta il primo mattone del progetto. De Rossi può contare su un mix di giocatori con caratteristiche diverse. L’esperienza internazionale di Leo Østigård e Johan Vásquez offre garanzie in termini di posizionamento e lettura del gioco, mentre la fisicità di Morten Frendrup aggiunge intensità al reparto. Accanto a loro, crescono alternative come Alessandro Marcandalli, che porta freschezza atletica. Sulle fasce, la spinta di esterni come Aarón Martín e Brooke Norton-Cuffy dovrà bilanciarsi con un’attenta fase di copertura. L’obiettivo è creare un blocco compatto, difficile da superare nell’uno contro uno.
Il motore a centrocampo
La protezione della difesa, però, nasce dal lavoro dei centrocampisti. Il compito di schermare la retroguardia è affidato a uomini di sostanza e qualità. La fisicità di Jean Onana e l’intelligenza tattica di Patrizio Masini sono chiamate a spezzare le trame avversarie. A loro si aggiunge la visione di gioco di Ruslan Malinovskyi, capace di trasformare un recupero palla in una pericolosa transizione offensiva. Questo equilibrio tra interdizione e proposta è ciò che De Rossi chiede alla sua linea mediana.




