Due o tre giovani del vivaio promossi in prima squadra ogni anno. Non è un sogno, ma un obiettivo programmatico. A fissarlo è Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile del Genoa, che delinea un percorso chiaro per costruire il futuro del Grifone in un’intervista al Secolo XIX.
Crescere bruciando le tappe
La strategia per raggiungere questo traguardo è precisa. Si basa sul far giocare sistematicamente i ragazzi più promettenti sotto età, nelle categorie superiori. “Facciamo giocare tanti ragazzi sotto età per farli maturare prima”, spiega Trapani. L’idea è quella di abituare i giovani calciatori a un livello di competizione e a una pressione maggiori, accelerandone lo sviluppo tecnico, tattico e mentale. Un percorso di crescita accelerato che mira a preparare i giocatori alle esigenze del calcio professionistico, riducendo il divario tra il campionato Primavera e la Serie A.
Un Grifone a chilometro zero
Il futuro del vivaio rossoblù guarda con attenzione ai confini regionali. L’altro pilastro del progetto è infatti la valorizzazione del talento locale. “Per il futuro puntiamo sui talenti liguri”, afferma Trapani. L’obiettivo è rafforzare la rete di scouting sul territorio per individuare e coltivare le migliori promesse della Liguria, creando un legame ancora più forte tra la squadra e la sua gente.




