L’Inter volta pagina. Dopo l’eliminazione in Champions League per mano del Bodo/Glimt, la squadra di Cristian Chivu concentra le energie sul campionato, a partire dalla sfida di sabato contro il Genoa. L’obiettivo è uno solo: lo scudetto. A tracciare la rotta è Henrikh Mkhitaryan, che durante la presentazione della sua biografia ha analizzato il momento della squadra.
La delusione come spinta
La frustrazione è stata forte. Poche ore dopo la sconfitta europea, però, la squadra era di nuovo in campo per l’allenamento, con la testa già proiettata sulla Serie A. “Abbiamo avuto una grande frustrazione, ma dopo qualche ora siamo tornati ad allenarci pensando che abbiamo un altro obiettivo da raggiungere”, ha spiegato il centrocampista. La ricetta per ripartire è chiara. “Quello dà la forza, avere un altro obiettivo davanti. Non ti devi fermare mai”. La classifica del campionato conferma il percorso dei nerazzurri, attualmente primi. “Siamo primi in campionato, non è ancora finita ma si vede il grande lavoro fatto”, ha aggiunto Mkhitaryan.
Il passato come lezione
Il finale della scorsa stagione è una lezione. In due settimane, la squadra ha visto svanire la possibilità di vincere tre trofei, un’esperienza che ha lasciato il segno. “L’anno scorso in due settimane potevamo vincere tre trofei, abbiamo perso tutte le opportunità”, ha ricordato l’armeno. La sconfitta per 5-0 contro il PSG in finale di Champions League è stato il punto più basso. “Nessuno se lo aspettava. Dopo quella delusione abbiamo trovato una grande forza per alzarci il giorno dopo e andare al lavoro”. Quella reazione ha gettato le basi per la stagione attuale. “Quest’anno abbiamo iniziato in modo diverso, capendo la nuova opportunità, facendo tutto per vincere qualcosa. Mancano 12 partite, vogliamo fare tutto per vincerlo”.
Ancora voglia di giocare
A 37 anni, il futuro personale può attendere. Mkhitaryan non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo e si sente ancora al centro del progetto. “Sto pensando ancora di giocare, non ho pensato a ritirarmi”, ha affermato. La gestione del fisico è cambiata con il tempo, ma la motivazione resta intatta. “Devi gestire meglio il corpo, non hai 20 o 22 anni, ma sto provando a dare il mio massimo per giocare il più a lungo possibile e non aver rimpianti dopo”.




