L'ex rossoblù Castronaro: "Davi la palla a Pruzzo e qualcosa succedeva"
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L’ex rossoblù Castronaro: “Davi la palla a Pruzzo e qualcosa succedeva”

Angelo Castronaro, eroe degli anni ’70, torna al Ferraris. In una visita al Museo del Genoa, rievoca l’era di Simoni, Pruzzo e Conti, in attesa di ricevere la maglia numero 6 prima della gara col Como.

Un assist per la storia, ma senza ricordarsene. Angelo Castronaro, a conferma della sua umiltà, ha dovuto rivedere le immagini delle Teche Rai per rammentare quel cross per Pruzzo nel derby del 1977 che condannò la Sampdoria. Un tuffo nel passato. Durante la sua visita al Museo del Genoa, documentata dalla redazione genovese di La Repubblica, l’ex centrocampista ha ripercorso le tappe di un’era indimenticabile per il Grifone, guidato da Giovanni Villani del comitato storico dell’Associazione Club Genoani.

Un attacco da sogno e la guida di Simoni

Arrivato a Genova nell’estate del 1975, Castronaro fu subito protagonista della vittoria del campionato sotto la guida di Gigi Simoni, definito un “gran signore e straordinario conoscitore di calcio”. Il segreto di quella squadra era un attacco formidabile. C’era il “trio delle meraviglie” composto da Conti, Pruzzo e Bonci. “Se la palla la buttavi in area, sapevi che Pruzzo qualcosa si inventava”, ha raccontato l’ex mediano. L’anno successivo si aggiunse Oscar Damiani, un altro giocatore capace di fare la differenza. Castronaro ha svelato un aneddoto: “Lui e Pruzzo in allenamento facevano finta di correre, ma in partita erano decisivi”.

Il ritorno al Ferraris e l’omaggio del club

Quel ciclo si chiuse con una retrocessione inaspettata, dopo che la squadra era stata anche prima in classifica. Un epilogo amaro per un giocatore legato alla piazza. “Sarei rimasto anche in serie B, perché per un giocatore generoso come me questa piazza era il massimo”, ha confessato. Il club però puntò su altri profili e lui fu ceduto al Bologna. Domenica, in occasione della partita contro il Como, Castronaro tornerà al Ferraris per ricevere un omaggio speciale. Prima del fischio d’inizio, il suo ex compagno di squadra Claudio Onofri gli consegnerà la maglia personalizzata con il numero 6, chiudendo un cerchio lungo quasi cinquant’anni.