Justin Bijlow non ha dubbi. “Mai stato forte come adesso”, ha dichiarato il portiere olandese del Genoa in un’intervista concessa a il Secolo XIX, raccontando il suo ambientamento in rossoblù e le sue ambizioni future. Un legame che cresce giorno dopo giorno.
Dal Feyenoord al sogno Mondiale
L’addio all’Olanda non è stato semplice. Bijlow ha definito la scelta di unirsi al Genoa “lo step giusto” per la sua carriera, pur riconoscendo le difficoltà nel lasciare il Feyenoord. Ora il suo presente è a Genova. “Qui sono felice, spero di restare”, ha affermato, con lo sguardo rivolto a un obiettivo chiaro: guadagnarsi un posto per il prossimo Mondiale: “C’ero già in Qatar nel 2022. Sono tornato poi a marzo in nazionale. Ora devo solo continuare a giocare al massimo con il Genoa, deciderà il ct, sapremo tutto tra due settimane. Ma sì, è un sogno”.
Un Grifone tatuato sulla pelle
Il portiere ha parlato anche della sua passione per i tatuaggi. Tra i tanti disegni che porta sul corpo, potrebbe presto trovar posto anche un simbolo della sua avventura italiana. Un gesto per suggellare il rapporto con il club. L’idea è più di una semplice suggestione: “Potrei tatuarmi anche il Grifone sulla pelle”, ha confessato l’estremo difensore olandese, prima di ricordare gli inizi a Genova: “Per me era tutto nuovo: lingua, compagni, campionato, città. E mi serviva un po’ di tempo per adattarmi, non era facile ma qui mi hanno aiutato tutti. Il Genoa mi ha dato la chance di giocare tante partite e di conoscere la Serie A: rispetto all’Olanda il gioco è più diretto verso la porta, i giocatori sono più forti fisicamente e c’è più passione. È uno step perfetto per la mia carriera”.
Un grazie ad Arne Slot
Bijlow ha raccontato anche l’origine della sua scelta di fare il portiere: “Avevo 6-7 anni, nella squadra mancava un portiere fisso e così dissi: “Lo farò io”. Però mi piacciono anche gli altri ruoli: se guardo una partita osservo con attenzione anche come gioca una punta o un centrocampista. Con Arne Slot al Feyenoord sono migliorato molto con i piedi, grazie ai suoi allenamenti. Non so perché faccio il portiere, è stata la scelta di un momento ed è continuata”.




