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Genoa, ora sfida al tabù di Firenze

Il pareggio contro l’Atalanta è più di un punto. È il simbolo di un Genoa coeso, che festeggia con i tifosi e ora guarda a Firenze per sfatare un tabù che dura dagli anni ’70.

La fotografia sotto il settore ospiti di Bergamo racconta tutto. Giocatori, tecnico e tifosi uniti in un abbraccio dopo un pareggio che ha il sapore di una vittoria morale. Il Genoa esce dal campo dell’Atalanta con un punto e con la consapevolezza di essere un gruppo solido, capace di soffrire e lottare insieme. Un’immagine che vale più di ogni analisi tattica.

I numeri confermano la crescita

L’Atalanta ha creato di più. La sua rosa è costruita per traguardi europei, ma il Grifone non ha sfigurato, dimostrando competitività. I dati del percorso recente parlano chiaro: 37 punti raccolti dalla squadra di Daniele De Rossi, appena cinque in meno dei 42 conquistati dai bergamaschi nello stesso arco di tempo. Un divario minimo, deciso in gran parte dagli scontri diretti. Il pareggio è arrivato nonostante le assenze di Norton-Cuffy e Baldanzi e l’infortunio di Messias a cambi esauriti, dettagli che danno ancora più peso alla prestazione collettiva.

Obiettivo Firenze per rompere la maledizione

Archiviata la trasferta lombarda, l’attenzione si sposta su un’altra sfida storicamente ostica. Il Genoa non vince a Firenze dagli anni ’70, quando lo stadio si chiamava ancora Comunale. Da allora, solo sconfitte e qualche raro pareggio hanno segnato le trasferte in riva all’Arno, compreso il ricordo amaro dello spareggio salvezza contro il Padova. Per la squadra di De Rossi si presenta l’occasione di invertire una tendenza negativa lunga quasi mezzo secolo. Una vittoria al Franchi non cambierebbe la classifica in modo drastico, ma avrebbe un valore simbolico per tutto l’ambiente rossoblù.