Euro 2032, la candidatura del Ferraris è una corsa contro il tempo tra ritardi e incognite
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Euro 2032, la candidatura del Ferraris è una corsa contro il tempo tra ritardi e incognite

Genoa e Sampdoria presentano a Roma il dossier per il Ferraris a Euro 2032. La strada è in salita: pesano i ritardi, le incognite sui trasporti e la sostenibilità di un progetto da 100 milioni.

Genoa e Sampdoria tentano la carta Euro 2032 per il futuro dello stadio Luigi Ferraris. Il direttore generale rossoblù Flavio Ricciardella e il CEO corporate blucerchiato Raffaele Fiorella sono a Roma per presentare la candidatura dell’impianto, ma il percorso appare complesso. Sulla strada verso la manifestazione continentale pesano ritardi accumulati, criticità infrastrutturali e dubbi sulla sostenibilità economica del piano di riqualificazione.

Concorrenza e nodi infrastrutturali

La scelta delle cinque città italiane che ospiteranno il torneo, organizzato congiuntamente da Italia e Turchia, si preannuncia serrata. Milano, Torino e Roma sembrano avere un posto quasi assicurato, con Napoli che resta un candidato forte nonostante le proprie difficoltà. Per Genova gli spazi sono ridotti. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla mancanza di un sistema di trasporto pubblico rapido verso il quartiere di Marassi, un requisito considerato essenziale dalla Uefa. Dopo l’abbandono del progetto Skymetro, la città non dispone di un piano alternativo per un collegamento veloce con lo stadio, una debolezza che potrebbe rivelarsi decisiva nella valutazione finale.

Il piano da 100 milioni e le scadenze

Il progetto di ammodernamento del Ferraris prevede un investimento da circa 100 milioni di euro, necessario per adeguare la struttura agli standard internazionali. Tuttavia, la capacità dei due club di sostenere un simile esborso economico solleva perplessità. Il tempo è il principale avversario. Entro luglio dovrà essere presentata la documentazione completa, ma all’appello manca ancora il piano di fattibilità economica, un documento cruciale. La decisione definitiva sulle città prescelte arriverà a ottobre, lasciando a Genova un margine di manovra molto stretto per recuperare il terreno perso.

Una via d’uscita con gli strumenti straordinari

Anche in caso di esclusione dalla lista delle città ospitanti, non tutto sarebbe perduto per il Ferraris. L’impianto potrebbe infatti rientrare tra gli stadi considerati strategici dal Governo nel percorso verso Euro 2032. Questa classificazione consentirebbe di accedere a procedure accelerate e iter autorizzativi semplificati. La normativa prevede inoltre la nomina di un commissario straordinario per supervisionare e velocizzare i lavori, superando gli ostacoli burocratici. Un’opportunità per garantire comunque un futuro all’impianto genovese.