Braglia e il ricordo di Bagnoli: 'La sua stretta di mano ad Anfield valeva più di mille parole'
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Braglia e il ricordo di Bagnoli: ‘La sua stretta di mano ad Anfield valeva più di mille parole’

Simone Braglia, portiere del Genoa dei miracoli, ricorda Osvaldo Bagnoli. Un allenatore di poche parole, il cui gesto dopo la vittoria ad Anfield è rimasto un simbolo di stima incancellabile.

Una stretta di mano dopo una notte storica può valere più di qualsiasi discorso. Simone Braglia, portiere del Genoa delle grandi imprese europee, ha affidato il suo ricordo di Osvaldo Bagnoli a un aneddoto che descrive perfettamente il carattere del tecnico. In un’intervista che puoi leggere su Pianetagenoa1893.net, l’ex numero uno rossoblù ha ripercorso il legame con l’allenatore scomparso, partendo dal gesto più significativo.

Un gesto che vale una carriera

La vittoria ad Anfield Road contro il Liverpool resta una delle pagine più luminose della storia del Genoa. Braglia fu protagonista con interventi decisivi. A fine partita, Bagnoli, un uomo notoriamente “parco di complimenti”, si avvicinò al suo portiere. “Non ho quasi mai visto Bagnoli fare complimenti, ma quella volta a fine gara mi strinse la mano”, ha raccontato Braglia. Un gesto semplice, ma dal peso specifico enorme per chi conosceva l’allenatore. “Quel gesto valeva per me tantissimo ed è stato motivo di grande soddisfazione”, ha aggiunto il portiere, sottolineando come quella stretta di mano fosse un attestato di stima profondo.

L’investitura con una battuta

Il rapporto tra i due iniziò nell’estate del 1990, con l’arrivo di Bagnoli sulla panchina del Grifone. La scelta del portiere titolare fu comunicata da Bagnoli in modo diretto e con una battuta memorabile. Braglia ha ricordato le parole del tecnico: “Mi disse che sarei stato io il titolare, mentre Piotti sarebbe stato il secondo portiere”. Poi aggiunse: “Se non avessi bevuto whisky quel giorno avrei giocato subito”. Quella decisione diede il via a una stagione fenomenale, culminata con il quarto posto in Serie A, in cui Braglia saltò solo due partite a causa di una broncopolmonite.

La fiducia pubblica del mister

La stima di Bagnoli non si limitava ai gesti nello spogliatoio. L’allenatore riconosceva pubblicamente il valore del suo portiere. Braglia ha infatti menzionato un’intervista in cui il tecnico espresse la sua totale fiducia in lui. “Disse che tolti i portieri della Nazionale di allora che erano validi, Braglia non lo avrebbe mai tolto da titolare”, ha spiegato l’ex giocatore. Una dichiarazione che confermava un legame solido, alla base dei successi di quel Genoa capace di raggiungere anche una semifinale di Coppa Uefa.