L’ultima sessione di mercato ha ribadito il peso strategico del settore giovanile nelle dinamiche economiche del Genoa. Una parte rilevante delle entrate registrate dal club è infatti arrivata da giocatori cresciuti nel vivaio, confermando la capacità della società di trasformare il lavoro di formazione in valore tecnico ed economico.
Tra le operazioni più significative spicca la cessione di Jeff Ekhator, che da sola ha garantito un incasso importante. A questa si sono aggiunti i trasferimenti di Patrizio Masini, Honest Ahanor e Scaglione, quattro profili sviluppati nel percorso rossoblù e poi approdati al calcio professionistico. Complessivamente, queste operazioni hanno rappresentato più della metà delle entrate ottenute dal club durante il mercato estivo.
Un patrimonio costruito nel tempo
I risultati ottenuti negli ultimi mesi si inseriscono in una tradizione consolidata. Da quasi vent’anni il Genoa riesce con continuità a portare in prima squadra o a valorizzare sul mercato giocatori formati all’interno del proprio sistema giovanile.
L’impatto economico di questo lavoro è stato considerevole nel corso del tempo. Le risorse generate dalle cessioni dei talenti cresciuti in casa hanno contribuito a sostenere la programmazione societaria, offrendo al club una fonte di ricavi costante e meno dipendente dalle oscillazioni del mercato.
Una delle eccellenze italiane nella valorizzazione dei giovani
Nel panorama della Serie A, poche società possono vantare una continuità simile nella produzione di talenti. Il Genoa viene spesso accostato all’Atalanta, altro club che negli anni ha costruito una reputazione d’eccellenza nel lavoro sui giovani.
Le due realtà condividono la capacità di individuare, formare e lanciare calciatori di prospettiva, pur seguendo percorsi differenti nella gestione delle successive cessioni. Se a Bergamo si tende spesso a trattenere i giocatori più a lungo per aumentarne ulteriormente il valore, il Genoa ha mostrato maggiore propensione a cogliere le opportunità offerte dal mercato quando ritiene raggiunta la giusta valutazione.
Al di là delle differenze operative, il principio resta lo stesso: investire sul settore giovanile come elemento centrale della crescita sportiva ed economica del club.




