Zero punti dopo tre giornate non sono il bottino che il Genoa sperava di avere a questo punto della stagione. Eppure, osservando il percorso compiuto finora, il dato va letto anche alla luce di un calendario particolarmente complicato, che ha messo subito il Grifone di fronte ad avversarie di alto livello.
La sconfitta contro il Napoli ha lasciato più di un rimpianto, mentre contro il Como la squadra di Daniele De Rossi ha dovuto fare i conti con quella che lo stesso tecnico ha definito «la squadra più forte vista al Ferraris» in questo avvio di campionato. Adesso, però, il contesto cambia: sabato arriverà il Frosinone, primo vero scontro diretto della stagione, seguito dalla sfida con il Parma.
«Se ripeteremo prestazioni come queste contro avversarie alla nostra portata, i punti arriveranno», è la convinzione dell’allenatore rossoblù.
De Rossi si affida al gruppo e alla spinta del Ferraris
Nonostante la classifica preoccupante, l’ambiente genoano non ha perso fiducia. Il tecnico ha voluto sottolineare il sostegno ricevuto dal pubblico anche dopo l’ultima sconfitta.
«Riparto dallo stadio e dall’applauso dei tifosi al 95′. Loro sono quelli che capiscono di più. Ai ragazzi ho detto di spegnere i telefonini e non guardare i social: le risposte dobbiamo darle sul campo».
Un messaggio chiaro, rivolto a una squadra che lo scorso anno era riuscita a rialzarsi dopo una serie negativa e che ora è chiamata a fare lo stesso sin dalle prossime partite.
Difesa da registrare, ma le basi restano solide
Contro il Como la retroguardia ha sofferto più del previsto, anche per merito della qualità degli avversari. Il trio composto da Marcandalli, Ostigard e Vasquez continua però a rappresentare una delle certezze da cui ripartire.
Qualche riflessione in più riguarda invece il rendimento di Bijlow. Il portiere olandese non è apparso impeccabile in alcune situazioni decisive e da lui ci si aspetta quel valore aggiunto garantito dall’esperienza internazionale maturata negli anni.
Costruzione del gioco: il prossimo passo da compiere
Se c’è un aspetto sul quale il Genoa deve crescere rapidamente è la produzione offensiva attraverso il possesso palla. Nelle prime giornate molte occasioni sono nate da recuperi alti o ripartenze veloci, mentre è mancata una costruzione più fluida e continua.
Contro squadre che concederanno meno spazi, sarà necessario aumentare ritmo e qualità nella circolazione del pallone, sfruttando meglio le corsie laterali e trovando soluzioni per scardinare difese più chiuse.
Osmajic e Colombo, segnali incoraggianti davanti
Tra le note positive emerse contro il Como c’è senza dubbio il rendimento della coppia offensiva formata da Osmajic e Colombo. Il montenegrino ha trovato il primo gol stagionale del Genoa, mentre l’ex Milan ha mostrato caratteristiche complementari che possono rivelarsi preziose nel corso della stagione.
Anche Baldanzi ha confermato di possedere qualità tecniche importanti, pur pagando qualcosa sul piano fisico per il grande lavoro svolto tra fase offensiva e difensiva.
La sensazione è che il Genoa disponga già delle risorse per aumentare la propria pericolosità. Messias continua a creare occasioni quando entra a gara in corso, mentre Traoré ed El Shaarawy si avvicinano all’esordio. Senza dimenticare Meichtry e gli ultimi arrivati Ehizibue e Drameh, chiamati a dare nuove soluzioni sulle fasce.
Vasquez suona la carica: «Col Frosinone come una finale»
In momenti delicati come questo, oltre agli aspetti tattici, contano carattere e personalità. A ricordarlo è stato il capitano Johan Vasquez, uno dei leader dello spogliatoio.
«Dobbiamo restare uniti e non mollare. Abbiamo veleno dentro e contro il Frosinone dovremo giocare come una finale. Non possiamo pensare che manchino ancora tante partite: bisogna essere subito sul pezzo».
Parole che fotografano perfettamente il momento del Genoa. Dopo tre sconfitte consecutive, il tempo degli alibi è finito: il vero campionato del Grifone comincia adesso.




