Genoa, sconfitta col Parma: responsabilità condivise tra club e squadra
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Genoa, sconfitta col Parma: responsabilità condivise tra club e squadra

La sconfitta interna con il Parma apre un periodo di riflessione in casa Genoa. La sosta di tre settimane servirà per analizzare le responsabilità condivise tra società, tecnico e giocatori.

Il 2-1 di Parma lascia il Genoa davanti a più di un interrogativo. La squadra di Daniele De Rossi ha incassato la quarta sconfitta nelle prime cinque giornate di campionato e la pausa arriva in un momento delicato. La società ha quindi tre settimane per analizzare quanto accaduto e capire dove intervenire.

Non c’è un solo livello sul quale concentrarsi. Le difficoltà emerse al Tardini riguardano il lavoro dell’allenatore, le caratteristiche della rosa e il rendimento di alcuni giocatori. Il quadro è quello di una squadra che fatica a trovare continuità e soprattutto a trasformare il possesso in occasioni da gol.

De Rossi alla ricerca dell’equilibrio

Il tecnico è inevitabilmente uno dei protagonisti dell’analisi. De Rossi ha dovuto modificare più volte uomini e assetto, alla ricerca di una soluzione capace di dare maggiore pericolosità alla squadra.

A Parma il Genoa è partito con una struttura a tre difensori e Osmajic riferimento offensivo. La squadra ha avuto momenti di predominio territoriale, ma è riuscita a creare poco. Il dato più significativo riguarda proprio la difficoltà nel trovare l’ultimo passaggio e nel portare palloni pericolosi negli ultimi metri.

Il problema, dunque, non sembra limitato alla disposizione tattica. De Rossi deve trovare un modo per valorizzare le caratteristiche degli uomini a disposizione e dare maggiore incisività a una manovra che, almeno nelle prime giornate, ha prodotto troppo poco.

Il mercato e le caratteristiche della rosa

C’è poi il tema delle scelte societarie. La costruzione della rosa va inevitabilmente riletta alla luce delle difficoltà mostrate dalla squadra.

Il Genoa ha cambiato diversi interpreti durante l’estate, ma alcuni nuovi giocatori hanno bisogno di tempo per inserirsi. Il problema riguarda soprattutto la capacità di aggiungere qualità e imprevedibilità alla manovra offensiva, aspetto che si è riproposto anche a Parma.

La squadra ha segnato appena tre gol nelle prime cinque giornate. Contro il Parma è stato Osmajic a trovare la rete del momentaneo pareggio, ma il Genoa non è riuscito a difendere il risultato fino alla fine.

Difesa, le difficoltà non sono solo davanti

Anche il reparto arretrato è finito sotto osservazione. Dopo cinque giornate il Genoa ha subito dieci gol e la partita del Tardini ha evidenziato alcune difficoltà individuali.

Marcandalli e Ostigard sono stati protagonisti di una serata complicata. Sul primo gol Romero ha avuto spazio per entrare in area dopo aver superato Ostigard, mentre Marcandalli non è riuscito a recuperare sull’attaccante del Parma. Almqvist ha poi segnato il gol decisivo nella ripresa.

Non è soltanto una questione di singoli, però. La fragilità della retroguardia si inserisce in un problema più ampio, considerando che il Genoa ha concesso dieci reti in cinque partite. Anche il centrocampo è chiamato a garantire maggiore protezione alla linea difensiva.

Tre settimane per capire dove intervenire

La sosta internazionale arriva quindi in un momento particolare. Il Genoa avrà tempo per lavorare e, soprattutto, per mettere a fuoco le responsabilità di un avvio molto complicato.

De Rossi dovrà trovare risposte sul campo, mentre la società sarà chiamata a valutare il lavoro svolto finora e la composizione della rosa. Ai giocatori spetterà invece trasformare le indicazioni dell’allenatore in prestazioni più continue.

Il prossimo appuntamento sarà contro il Frosinone, dopo la sosta. Prima di quella partita, il Genoa avrà però tre settimane per capire perché il lavoro fin qui non abbia ancora prodotto i risultati sperati.