Intervenuto durante la trasmissione “We are Genoa”, Gianni Fossati ha espresso le sue perplessità sulla gestione attuale del club. Il figlio dell’ex presidente rossoblù ha analizzato diversi aspetti, dalla comunicazione della proprietà alle strategie tecniche e di mercato, manifestando una certa preoccupazione per la direzione intrapresa dalla società.
Proprietà distante e caro biglietti
A preoccupare Fossati è soprattutto il silenzio della dirigenza: “Quando c’era 777 Partners, Blazquez interveniva per far sentire la voce del club. Dall’anno scorso, niente”. Secondo Fossati, il presidente Dan Sucu, pur invitato più volte dall’ACG, non ha ancora fornito risposte o esposto un programma. Questa mancanza di dialogo si riflette anche su questioni pratiche come il prezzo dei biglietti, citando l’esempio di Genoa-Frosinone, con il costo per una famiglia nei distinti passato da 150 a 450 euro, definendolo una mancanza di riconoscenza verso i tifosi.
Mercato e dubbi su De Rossi
L’analisi si è poi spostata sulla guida tecnica e sulle operazioni di mercato. Pur avendo appoggiato la conferma estiva di Daniele De Rossi, Fossati si aspettava un inizio di stagione diverso. Ha definito “un brutto segnale” la cessione di giovani come Scaglione per cifre contenute e ha messo in discussione la scelta di non investire su Masini, un giocatore genoano. Secondo le sue parole, l’allenatore non sarebbe stato accontentato pienamente, dato che avrebbe preferito giocatori subito pronti, invece di dover attendere l’ambientamento di tanti nuovi arrivi.
Confusione in campo
Le difficoltà in campo, infine, sarebbero una conseguenza di queste scelte. Fossati ha analizzato i problemi tattici, citando il caso di Morten Frendrup, a cui viene chiesto di ricoprire troppi ruoli, compreso quello di playmaker: “Frendrup non può fare tutto”. La chiusura è dedicata alla speranza di recuperare calciatori chiamati a fare la differenza, come Hamed Traoré, e al rammarico per non aver acquistato elementi efficienti fin da subito.




