David De Gea non è riuscito a evitare la sconfitta della Fiorentina sul campo del Genoa. Il portiere spagnolo, protagonista in passato di grandi interventi al Ferraris, si è distinto anche stavolta con una parata spettacolare sulla punizione di El Shaarawy, che ha impedito ai rossoblù di trovare il terzo gol. La squadra viola, però, ha pagato soprattutto un primo tempo complicato, chiuso con due reti al passivo.
Al termine della partita, il capitano della Fiorentina ha analizzato la prestazione in conferenza stampa, soffermandosi sulle difficoltà della squadra e sulla necessità di crescere rapidamente.
«Abbiamo preso due gol dopo venti minuti»
De Gea ha sottolineato quanto sia difficile affrontare il Genoa al Ferraris, soprattutto quando si concede troppo nei primi minuti. La Fiorentina ha provato a reagire nella ripresa, senza riuscire a completare la rimonta.
«Abbiamo parlato prima di andare in campo, qui i primi 15′ sono fondamentali. Quando giochi in questo stadio è tosto, abbiamo preso due gol dopo venti minuti. Abbiamo fatto un bel secondo tempo, si poteva pareggiare. Siamo una squadra giovane, dobbiamo imparare, il calcio non dà tempo, dobbiamo farlo il prima possibile».
Classifica e calendario difficile: serve una reazione
Il capitano viola ha riconosciuto le difficoltà del momento, ma non considera il calendario un alibi. Secondo De Gea, la squadra deve ripartire subito dal lavoro quotidiano per invertire la rotta.
«Giocare contro squadre più forti è più facile, penso che siamo una squadra forte ma siamo una squadra giovane. Giocare dopo tre settimane è complicato ma non è una scusa. Dobbiamo da domani iniziare a lavorare».
De Gea non è preoccupato: «Abbiamo bisogno di tempo»
Nonostante i risultati, il portiere spagnolo continua a credere nelle qualità del gruppo. L’inserimento dei nuovi arrivati e il poco tempo a disposizione per preparare le partite hanno reso più complicato trovare subito la giusta intesa.
«Abbiamo bisogno di tempo, alcuni giocatori sono arrivati tardi e non è facile preparare queste partite. Siamo giovani, ma abbiamo fatto partite di livello come contro Pisa e Napoli. Non sono preoccupato, sono tranquillo mi piace quello che vedo in allenamento e faremo i nostri punti e daremo gioia ai nostri tifosi».
Il ruolo di capitano e l’esempio per i giovani
In chiusura, De Gea ha spiegato come interpreta la responsabilità della fascia da capitano, soprattutto in un gruppo con diversi giocatori giovani. Per lui, guidare la squadra non significa soltanto parlare, ma soprattutto dare l’esempio nei momenti difficili.
«Dipende dalla partita, essere capitano è un esempio anche senza parlare. Ci sono partite dove siamo troppo caldi ed è meglio parlare dopo ed individualmente. Dobbiamo dare l’esempio alla squadra».




