Una foto, due maglie e un legame che attraversa le generazioni. Stephan El Shaarawy è protagonista di un curioso incrocio tra passato e presente: prima in rossonero accanto a Robinho, con cui ha condiviso lo spogliatoio del Milan, poi in rossoblù insieme a suo figlio, Robson de Souza Júnior, oggi impegnato nel settore giovanile del Genoa ma che, ultimamente, viene aggregato in pianta stabile proprio con i grandi.
L’immagine mette in evidenza il filo che unisce due momenti diversi della carriera del Faraone, riportando alla memoria l’esperienza vissuta a Milano e mostrando il rapporto con il giovane brasiliano, che sta cercando di ritagliarsi il proprio spazio in rossoblù.
Il passato rossonero con Robinho
Il legame tra El Shaarawy e la famiglia de Souza nasce ai tempi del Milan. I due attaccanti hanno condiviso lo spogliatoio rossonero e conquistato insieme una Supercoppa Italiana, un’esperienza che ha lasciato un ricordo comune nelle rispettive carriere.
Oggi quella parentesi torna d’attualità attraverso il figlio dell’ex attaccante brasiliano, che ha intrapreso il proprio percorso calcistico in Italia.
Robinho jr si allena con la prima squadra del Genoa
Robson de Souza Júnior, noto come Robinho jr, è un talento della Primavera rossoblù che ha già trovato la via del gol con la formazione giovanile. Il ragazzo si sta allenando anche con la prima squadra, condividendo il campo con El Shaarawy.
La struttura fisica slanciata e le gambe scattanti del giovane brasiliano richiamano, almeno sul piano atletico, quelle del compagno più esperto. Tra i due sembra esserci anche una buona intesa tecnica, in un rapporto che aggiunge un significato particolare alle sedute di allenamento.
Per Robinho jr, lavorare accanto a un attaccante che ha giocato con suo padre al Milan rappresenta un curioso intreccio tra storia familiare e ambizioni personali. Il giovane rossoblù è ancora all’inizio del proprio percorso, ma l’occasione di confrontarsi con giocatori di maggiore esperienza può offrirgli un riferimento prezioso per la crescita.




