L’Associazione Club Genoani torna a spingere per la reintroduzione delle standing zone negli stadi italiani. Dopo quanto accaduto mercoledì alla Camera dei Deputati, nella giornata di ieri l’ACG ha organizzato una conferenza stampa nella sala Bi Bi Service di via XX Settembre per approfondire il tema e illustrare le ragioni della richiesta di revisione della legge del 1996.
L’incontro, moderato dal giornalista Massimo Calandri, già coinvolto nella realizzazione dell’enciclopedia Siamo la Fossa dei Grifoni, iniziativa che ha permesso di raccogliere oltre 100mila euro per la Gigi Ghirotti, ha visto la partecipazione di Paolo Caricci, presidente dell’ACG, e Ivano Mucchi, responsabile per Iniziative e Gruppo Storico dell’associazione. Presenti anche Martin, lancia-cori della gradinata del Borussia Dortmund, il celebre Muro Giallo, il blogger Kai Tippmann, l’avvocato Giovanni Adami, Federico Pesavento di Federtifosi ed Eleonora Mucciarelli della F.I.S.S.C.
Più posti negli stadi e maggiore accessibilità
Durante la conferenza sono state illustrate le tre principali motivazioni alla base della richiesta del tifo organizzato: aumentare la capienza degli impianti, favorire prezzi più accessibili e migliorare la sicurezza. Il primo punto è stato rappresentato anche attraverso alcuni adesivi distribuiti durante l’incontro, pensati per evidenziare le potenzialità delle standing zone.
«Le standing zone permettono un aumento reale della capienza degli stadi, in particolare dei settori popolari», è il messaggio riportato nel materiale distribuito dall’ACG. Il concetto è semplice: dove oggi trovano posto tre sedute, potrebbero esserci cinque persone in piedi, con un incremento degli spettatori e maggiori possibilità di coinvolgere giovani e famiglie.
L’obiettivo è restituire curve e gradinate a chi le vive con passione, ampliando la disponibilità di posti senza snaturare il ruolo dei settori popolari nella cultura calcistica.
Il secondo tema riguarda il costo dei biglietti. Una maggiore capienza nelle aree tradizionalmente più economiche potrebbe consentire di mettere a disposizione più posti a prezzi contenuti. «Il calcio non può e non deve essere un lusso per pochi, ma un diritto di tutti», sottolinea il volantino dell’associazione, che rivendica la necessità di mantenere gli stadi accessibili a una platea più ampia di tifosi.
Standing zone e sicurezza: il caso Ferraris
Il terzo argomento affrontato riguarda la sicurezza, con un riferimento particolare allo stadio Luigi Ferraris. Per l’ACG, la presenza dei seggiolini non rappresenta necessariamente una garanzia, dal momento che in molti settori gli spettatori finiscono comunque per assistere alle partite in piedi.
La proposta è quella di adottare sistemi moderni di standing zone dotati di Rail Seats, strutture con barriere a ogni fila e sedute integrate. Una soluzione che, secondo i promotori, permetterebbe di organizzare meglio gli spazi, ridurre i rischi legati alla permanenza in piedi sui seggiolini tradizionali e agevolare la gestione dei flussi, compresa l’uscita degli spettatori al termine delle partite.
La richiesta dell’Associazione Club Genoani punta quindi a riaprire il confronto sulla normativa del 1996, mettendo al centro capienza degli stadi, accessibilità economica e sicurezza. Tre aspetti che, nella visione dell’ACG, possono essere affrontati anche attraverso una diversa organizzazione delle gradinate e delle curve.




