La Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio ha elogiato il comportamento delle tifoserie di Lecce e Genoa, protagoniste di una giornata all’insegna del fair play in occasione della sfida disputata al Via del Mare. Un riconoscimento particolare va all’Associazione Club Genoani, che aveva espresso il desiderio di assistere alla partita insieme ai sostenitori salentini. Un desiderio reso possibile da Antonio Ricciato, presidente della F.I.S.S.C. e di Salento Giallorosso.
Di seguito il racconto pubblicato dalla Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio.
Lecce e Genoa, un esempio di collaborazione tra tifoserie
Ci sono cose che nel calcio sembrano diventate impossibili, ma basta fermarsi ogni tanto a osservare ciò che accade intorno a una partita per capire che non tutto è perduto.
Lecce-Genoa racconta proprio questo: due tifoserie, due storie e due colori diversi, ma la stessa voglia di vivere il calcio per quello che dovrebbe essere, ovvero passione, appartenenza, rispetto e senso di comunità.
Giovedì sera, durante la trasmissione CalcioeAltreStorie, alcuni rappresentanti dell’Associazione Club Genoani avevano espresso un desiderio: vedere i tifosi finalmente più uniti, capaci di superare le divisioni quando c’è qualcosa di importante da condividere e difendere.
Non è rimasto un semplice discorso davanti a un microfono. A Lecce ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta, con gli amici del Genoa ospiti di Antonio Ricciato, presidente della F.I.S.S.C. e di Salento Giallorosso, per un momento che è andato oltre la semplice giornata di calcio.
Il fair play, infatti, non si misura soltanto durante una partita. Si misura soprattutto nella capacità di incontrarsi, riconoscersi e collaborare, anche quando si appartiene a realtà calcistiche differenti.
Standing Zone, l’importanza di fare squadra
È proprio questo il punto che vogliamo sottolineare. La Standing Zone è un progetto che riguarda tutti coloro che vivono lo stadio, credono nella sua funzione popolare e vorrebbero vedere riconosciuta la voce di chi sugli spalti mette il cuore, il tempo e spesso anche tanti sacrifici.
Possiamo continuare a discutere, avere idee differenti e difendere le nostre identità. È giusto così. Ma quando si presenta l’occasione di portare avanti una battaglia comune, le divisioni dovrebbero lasciare spazio alla collaborazione.
Altrimenti rischiamo di fare quello che nel calcio conosciamo fin troppo bene: guardare soltanto al nostro risultato, dimenticando che certe partite si vincono soltanto insieme.
Un progetto che non riesce a coinvolgere, che non costruisce partecipazione e che si alimenta soltanto delle proprie convinzioni ha vita corta. Non servono tante parole, ma persone disposte a mettersi in gioco, associazioni capaci di dialogare e tifosi pronti a capire che il futuro dello stadio riguarda tutti.
Lecce e Genoa, in questa occasione, ci ricordano che un’altra strada è possibile. Le rivalità restano, le sciarpe non si confondono e ognuno continua a cantare per la propria squadra. Ma davanti a un obiettivo comune si può camminare dalla stessa parte.
Uniti si va dappertutto.




