L’identità tattica del Genoa sotto la guida di Daniele De Rossi si delinea attraverso principi di gioco chiari e ben definiti, che modellano la squadra in due fasi distinte ma complementari. L’approccio del tecnico si basa su un’attenta organizzazione sia in fase di possesso palla, dove lo sfruttamento delle corsie laterali diventa cruciale, sia in fase di non possesso, caratterizzata da un pressing aggressivo e da una notevole densità a centrocampo.
Lo sviluppo offensivo sulle corsie laterali
In fase di costruzione, la manovra del Grifone si affida in modo significativo al lavoro svolto sulle fasce, sebbene con interpretazioni diverse tra lato destro e sinistro. Su una corsia, il movimento di Ellertsson assume una valenza puramente tattica: il suo posizionamento strategico attira su di sé la pressione di un difensore centrale, liberando così l’esterno basso e consentendogli di arrivare al cross con maggiore libertà. Sul versante opposto, invece, emerge la qualità tecnica di Martin. Lo spagnolo ha il compito di cercare la posizione più vantaggiosa per sfruttare il suo mancino, recapitando palloni tagliati alle spalle della linea difensiva per favorire gli inserimenti degli attaccanti. Quando la manovra arriva sulla trequarti, la rifinitura è spesso affidata alle giocate degli esterni come Vitinha, con giocatori del calibro di Valentin Carboni e Malinovskyi pronti a subentrare per aggiungere imprevedibilità. In questo scacchiere, Thorsby agisce come un elemento di rottura, sganciandosi in avanti per creare pericoli in area di rigore.
Pressione alta e compattezza in fase difensiva
Quando la palla è in mano agli avversari, il Genoa mostra un atteggiamento proattivo. La prima pressione è innescata dalla punta centrale, Colombo, che ha il compito di attaccare il portatore di palla. Se questa azione ha successo, la squadra attiva un gegenpressing collettivo per recuperare immediatamente il possesso. L’aggressività è organizzata con precise marcature a uomo in diverse zone del campo: Thorsby si occupa del playmaker avversario, Frendrup della mezzala, mentre persino un difensore come Vasquez ha il compito di avanzare sulla mezzala opposta per non lasciare spazi. Se la prima linea di pressione viene superata, la squadra si ricompatta adottando un modulo 1-5-3-2 molto stretto, con gli esterni che ripiegano sulla linea difensiva per garantire superiorità numerica e raddoppi. In alternativa, può essere utilizzato un 1-5-4-1 altrettanto compatto, a dimostrazione di una grande flessibilità tattica finalizzata a ridurre al minimo gli spazi per gli avversari.




