Un’indagine del quotidiano romeno Gazeta Sporturilor ha sollevato pesanti interrogativi sul passato di Dan Șucu, attuale proprietario del Genoa e del Rapid Bucarest. Secondo la testata, che ha pubblicato documenti provenienti dagli archivi del Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Securitate (Cnsas), l’imprenditore avrebbe collaborato con la polizia segreta del regime comunista di Nicolae Ceausescu. Contattato per un commento, Șucu ha declinato ogni dichiarazione.
Le informative firmate “Mircea Crișan”
L’accusa si basa su ventuno informative che sarebbero state redatte da Șucu tra il dicembre 1987 e il novembre 1989. In questi documenti, firmati con il nome di copertura “Mircea Crișan”, venivano riportate informazioni su colleghi di lavoro, turisti e funzionari stranieri. Le relazioni erano destinate alla Securitate, l’apparato di spionaggio e repressione della Romania comunista. L’inchiesta, come riportato da gazzetta.it, mostra come l’attività di informatore si sia concentrata su un periodo di quasi due anni, fino a poco prima della caduta del regime.
I ritratti dei colleghi e l’ironia dell’ufficiale
Tra i documenti pubblicati emergono descrizioni dettagliate e poco lusinghiere di alcune colleghe dell’epoca. Una di queste, una guida turistica di nome Felicia, viene descritta come una donna dall’”aspetto comune, privo di fascino femminile”, la cui unica caratteristica distintiva sarebbero i “denti d’oro”. La minuzia del ritratto spinse l’ufficiale reclutatore ad annotare a margine: “Ho l’impressione che la fonte sia ossessionata dai ritratti”. Un’altra collega, Emilia Scarfeș, viene definita “poco attraente, priva di fascino ed eccessivamente autoritaria”, criticandone l’ambizione a ricoprire ruoli dirigenziali senza averne la preparazione.
Obiettivi stranieri: diplomatici e presunti corrieri
L’attività di “Mircea Crișan” non si limitava all’ambiente di lavoro. Diverse informative erano dedicate a cittadini e diplomatici stranieri. Una relazione particolarmente dettagliata riguardava Mary Louise Honnen, un’ex insegnante americana in pensione, amica dell’addetto militare degli Stati Uniti in Romania. Dopo averla descritta come una persona riservata e poco appariscente, la nota si concludeva con un’osservazione precisa: “A mio parere, le caratteristiche fisiche, psicologiche e il comportamento fanno della signora H. un corriere ideale”. Un altro rapporto era dedicato all’ambasciatore d’Egitto a Bucarest, Saad Aboulkheir, del quale venivano riportati dettagli sulla carriera diplomatica, le proprietà e la famiglia.



