La permanenza di Tommaso Baldanzi al Genoa è legata a una scadenza precisa: il 30 giugno. Entro quella data, la Roma deve registrare plusvalenze per almeno 30 milioni di euro per rispettare il settlement agreement con la UEFA, una necessità finanziaria che potrebbe accelerare la trattativa per il futuro del centrocampista.
La strategia del Grifone e la volontà del giocatore
Il Genoa, dopo aver finalizzato l’operazione da circa dieci milioni per il riscatto di Lorenzo Colombo, punta a confermare anche Baldanzi. Il tecnico Daniele De Rossi e il direttore sportivo Diego Lopez hanno dato il loro benestare, convinti dalle qualità del giocatore nonostante il suo impiego limitato nei sei mesi di prestito. La volontà del classe 2003 è chiara: restare a Genova. Questo desiderio comune tra giocatore e club costituisce la base solida su cui costruire l’operazione. La dirigenza rossoblù, tuttavia, deve fare i conti con la liquidità già impegnata e cerca una formula sostenibile per chiudere l’affare.
L’opportunità creata dai conti giallorossi
L’esigenza della Roma di fare cassa offre al Grifone un margine di manovra. Acquistato a gennaio per 10 milioni dall’Empoli, Baldanzi ha un valore a bilancio per i giallorossi di circa 6-7 milioni. Una sua cessione per una cifra vicina ai 10 milioni genererebbe una plusvalenza utile per i conti del club capitolino. Poiché il Genoa potrebbe non disporre della liquidità immediata, la trattativa si concentra sulla formula del trasferimento. L’ipotesi più concreta è quella di un prestito con obbligo di riscatto condizionato a obiettivi facilmente raggiungibili. Questa soluzione permetterebbe alla Roma di contabilizzare l’operazione entro i termini imposti dalla UEFA, mentre il Genoa potrebbe dilazionare il pagamento. L’accelerata decisiva è attesa dopo la nomina del nuovo direttore sportivo giallorosso.




