L'era Preziosi al Genoa: dai successi dei Gormiti alla retrocessione del 2005
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L’era Preziosi al Genoa: dai successi dei Gormiti alla retrocessione del 2005

La presidenza di Enrico Preziosi al Genoa è stata una delle più lunghe del calcio italiano, ma anche una delle più controverse. Ripercorriamo l’inchiesta del 2005 che portò alla retrocessione del club.

Una busta gialla con 250mila euro in contanti e il contratto di un calciatore. Inizia così, il 14 giugno 2005, una delle pagine più complesse della storia recente del Genoa. Quel giorno, nei pressi di Cogliate, sede della Giochi Preziosi, i carabinieri fermarono l’auto di Giuseppe Pagliara, dirigente del Venezia. La perquisizione del mezzo diede il via a un’inchiesta che avrebbe travolto il club ligure, portandolo alla retrocessione e a una lunga vicenda giudiziaria.

Un impero tra giocattoli e pallone

Prima di diventare il centro di un’indagine, Cogliate era il cuore di un impero commerciale. Dagli uffici della Giochi Preziosi nascevano successi come i Gormiti, Cicciobello e il Canta tu, colonizzando le letterine a Babbo Natale di milioni di bambini. Il fondatore, Enrico Preziosi, era un pioniere delle pubblicità sulle tv commerciali, con testimonial come Paolo Bonolis e Fiorello. La sua passione per il calcio lo portò a realizzare un sogno: diventare presidente di una squadra di Serie A. Dopo le esperienze con Saronno e Como, nel 2003 assunse la guida del Genoa, dando inizio a una delle presidenze più lunghe nella storia del calcio italiano, terminata nel 2021. Un’era di grandi ambizioni, macchiata però dall’inchiesta del 2005. La giustizia sportiva decretò la retrocessione del club, mentre il percorso della giustizia ordinaria si concluse nel 2012 con una condanna per frode sportiva emessa dalla Cassazione nei confronti di Preziosi.