Preziosi, retroscena di mercato: da Messi scartato perché "troppo basso" a Lewandowski sfumato per orgoglio
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Preziosi, retroscena di mercato: da Messi scartato perché “troppo basso” a Lewandowski sfumato per orgoglio

L’ex patron del Genoa, Enrico Preziosi, svela i retroscena di mercato: da un giovane Messi scartato perché “troppo basso” a Lewandowski, saltato per orgoglio.

L’ex presidente del Genoa, Enrico Preziosi, è tornato a parlare svelando aneddoti e retroscena del suo lungo periodo alla guida del club. In un’intervista rilasciata a Sportitalia, l’imprenditore ha ripercorso operazioni di mercato clamorose, sia concluse che sfumate, e non ha risparmiato critiche al sistema calcio italiano, con un attacco diretto alla Sampdoria.

I sogni di mercato svaniti: Messi e Lewandowski

Tra i racconti più sorprendenti emergono i nomi di due futuri fuoriclasse che avrebbero potuto vestire la maglia del Grifone. “Vidi un filmato, c’era questo ragazzino su un campo di patate che giocava, venne con il padre”, ha spiegato Preziosi riferendosi a un giovanissimo Lionel Messi. L’operazione, dal costo di soli 50 mila dollari, fu però bloccata. “Mi dissero che era troppo basso e annullarono tutto. Probabilmente non passò le visite”. Un altro grande rimpianto riguarda Robert Lewandowski. L’affare era praticamente definito: “Lewandowski aveva già firmato ed era venuto a vedere la partita”. A far saltare tutto fu una richiesta dell’agente. “All’ultimo ha cambiato le carte in tavola, per una procura da 500 mila euro. Per una questione di orgoglio alla fine annullai l’operazione”.

Thiago Motta, l’acquisto migliore contro il parere di Gasperini

Non solo rimpianti, ma anche intuizioni vincenti. Preziosi ha rivelato che il suo miglior affare non fu Diego Milito, ma Thiago Motta. Un acquisto portato a termine nonostante lo scetticismo iniziale dell’allora tecnico. “Gasperini non lo voleva. Aveva bocciato l’operazione”, ha raccontato l’ex patron. L’incontro decisivo avvenne a Desenzano del Garda: “Mi chiese 3 anni di contratto e promise che ci avrei fatto i soldi”. Su Milito, invece, ha ricordato: “Lo pescai in Argentina, al Racing Avellaneda, lo portai in Serie B. Faceva queste sterzate che mi piacevano tantissimo”. Entrambi si rivelarono leader, capaci di fare la differenza sia in campo che nello spogliatoio.

L’attacco alla Sampdoria e la critica al sistema calcio

Nell’intervista, che puoi leggere su PianetaGenoa1893, Preziosi ha usato parole dure sulla situazione dei rivali cittadini: “La Sampdoria in B è una vergogna, doveva fare la C. Evidentemente c’è stato qualcosa che non sappiamo”. La sua analisi si è poi allargata a una critica generale del calcio italiano, dominato da investitori stranieri il cui obiettivo primario è il profitto, un modello che secondo lui rischia di non essere sostenibile. Ha anche parlato delle perdite economiche subite: “Ho buttato circa 200 milioni, 40 nel Como, 160 nel Genoa”, spiegando come i costi di gestione superino costantemente gli introiti, rendendo necessarie le plusvalenze per sopravvivere.