Zätterström al Genoa, l'analisi dello scout: potenziale e incognite
Home > Calciomercato > Mercato Genoa > Zätterström al Genoa, l’analisi dello scout: potenziale e incognite

Zätterström al Genoa, l’analisi dello scout: potenziale e incognite

Il focus dell’esperto Riccardo Menzolini ne svela le doti fisiche e tecniche, ma anche le incognite tattiche.

Il Genoa aggiunge un nuovo nome al proprio pacchetto difensivo, assicurandosi le prestazioni del giovane centrale svedese Nils Zätterström. Proveniente dallo Sheffield United con la formula del prestito con diritto di riscatto, il classe 2005 rappresenta una scommessa per il futuro. Ad analizzare le caratteristiche del giocatore è l’esperto di scouting Riccardo Menzolini sui suoi profili social, che ha tracciato un profilo dettagliato del difensore, mettendone in luce sia le qualità che i possibili punti interrogativi legati al suo inserimento nella squadra guidata da Daniele De Rossi.

Chi è Nils Zätterström

Con i suoi 192 centimetri di altezza, Zätterström è un difensore dalla struttura fisica imponente, di piede mancino. La sua esperienza nel calcio professionistico è ancora limitata; di fatto, la sua avventura allo Sheffield United non gli ha concesso spazio in prima squadra, registrando una sola presenza con la formazione Under 21. Le informazioni più significative sul suo stile di gioco provengono dal suo passato in Svezia, con la maglia del Malmö, dove è stato impiegato come “braccetto” di sinistra in una linea difensiva a tre. Questa posizione sembra valorizzare le sue doti fisiche e la sua abilità nel gioco aereo e nei contrasti a terra, dove le statistiche mostrano buone percentuali di successo.

Qualità tecniche e dubbi tattici

Dal punto di vista tecnico, Zätterström dimostra di avere una buona confidenza con il pallone. La sua precisione nei passaggi è elevata, sia nella gestione della manovra nella propria metà campo sia nel cercare la verticalizzazione con lanci lunghi verso il fronte offensivo. Tuttavia, l’analisi di Menzolini solleva alcune perplessità sul piano tattico. Il giovane svedese viene descritto come un giocatore a volte “troppo ordinato”, che rischia di perdere i riferimenti e non sempre impeccabile nel tempismo degli interventi. Nonostante queste lacune, gli vengono riconosciute una forte intensità e una solida tempra mentale. La vera sfida per lui e per lo staff di De Rossi sarà quella di accelerare la sua maturazione tattica per renderlo un elemento affidabile per la Serie A.