Daniele De Rossi traccia la rotta. Le prossime due sfide contro Hellas Verona e Udinese sono uno snodo per il campionato del Genoa. L’obiettivo è fare punti per cambiare la prospettiva della stagione. “È un momento molto importante, se non cruciale”, ha affermato il tecnico, spiegando come un risultato positivo permetterebbe di mettere a distanza di sicurezza le squadre in fondo alla classifica. La vittoria con la Roma ha dato fiducia, ma ora serve continuità a partire dalla trasferta del Bentegodi.
Le scelte e i dubbi: Baldanzi in forse, Masini out
Il successo sulla Roma ha aiutato a preparare la gara con meno assilli. Il tecnico però non abbassa la guardia. “Il Verona è una squadra viva”, avverte, un concetto reso più semplice da spiegare alla squadra dopo la vittoria degli scaligeri a Bologna. De Rossi ha spiegato di aver visto altre partite del Verona, come quella contro il Napoli, in cui non avrebbe meritato di perdere. Sul fronte della formazione, Masini sarà assente per squalifica, mentre restano da valutare le condizioni di Tommaso Baldanzi. “Ci sono delle situazioni un po’ al limite, quella di Baldanzi e di qualche altro giocatore”, ha spiegato l’allenatore, che monitorerà la situazione giorno per giorno. La sua filosofia resta la stessa: “Se dovevo sbagliare, dovevo farlo con la mia testa”, un approccio che segue un consiglio ricevuto da Antonio Conte.
La spinta dei tifosi e la forza del gruppo
La gestione della rosa è un altro punto toccato dall’allenatore. I cinque cambi a disposizione sono una risorsa strategica. “Sono il 50% della squadra”, spiega De Rossi, sottolineando come possano cambiare l’inerzia di una partita. Il rapporto con i giocatori si basa sulla fiducia e sulla professionalità. “Loro mi hanno dato apertura dal primo giorno”, riconosce, un legame che gli permette di concedere anche riposo extra quando necessario. Un pensiero speciale è rivolto ai tifosi, definiti “il succo del calcio”. L’esodo verso Verona non passerà inosservato. “Il Bentegodi non è il Ferraris, ma noi lotteremo per loro perché sappiamo che ci saranno”.




