L’alimentazione è uno dei pilastri della preparazione del Genoa. Durante il ritiro di Moena, lo staff sanitario e nutrizionale rossoblù ha costruito programmi personalizzati per ogni calciatore, adattando dieta e integrazione in base a ruolo, caratteristiche fisiche, carico di lavoro e condizioni cliniche.
Un piano diverso per ogni giocatore
Il progetto è coordinato dal responsabile sanitario Alessandro Corsini insieme alle nutrizioniste Valentina Segreto e Giulia Martera, in collaborazione con lo chef Evgeny Sergeev.
Con l’arrivo di Daniele De Rossi e del nuovo staff tecnico, la personalizzazione è stata ulteriormente sviluppata. Ogni atleta segue un’alimentazione calibrata sulla seduta prevista, con programmi specifici anche per chi sta recuperando da un infortunio.
Prodotti locali protagonisti
Durante il ritiro grande spazio è stato riservato agli alimenti del territorio.
Frutta fresca come ciliegie, albicocche e mele è stata utilizzata sia nei pasti sia per preparare acque aromatizzate con agrumi, mentre i funghi raccolti nella zona – tra porcini e finferli – sono entrati in diverse ricette preparate dallo chef.
L’obiettivo è stato anche educativo, soprattutto per i giocatori più giovani e per quelli provenienti dall’estero, promuovendo un’alimentazione basata su prodotti stagionali e a chilometro zero.
Recupero e integrazione
Grande attenzione è stata dedicata anche alla fase di recupero.
Lo staff ha introdotto l’utilizzo del mentolo, assunto attraverso bevande o risciacqui prima degli allenamenti per aiutare a ridurre la percezione del caldo e della fatica. Sul fronte nutrizionale trovano spazio anche omega-3, curcuma e altri integratori pensati per limitare i processi infiammatori.
A fine stagione il club ha inoltre effettuato analisi sull’indice di omega-3 e sul microbiota intestinale, ritenuto sempre più importante per favorire il recupero muscolare e contribuire alla prevenzione degli infortuni.
Menù che cambia durante la settimana
Anche la distribuzione dei macronutrienti segue una programmazione precisa.
Nei giorni che precedono e seguono la partita aumenta l’apporto di carboidrati, mentre durante la settimana viene modulato in funzione dei carichi di lavoro. Non mancano momenti dedicati anche all’aspetto psicologico e culturale, con cene a tema e ricette della tradizione rivisitate in chiave sportiva, mantenendo sempre l’equilibrio tra gusto e rendimento atletico.




