Un 3-0 che non lascia spazio a interpretazioni. Il Genoa supera il Torino al Ferraris con una prestazione che i numeri descrivono in modo inequivocabile.
Una supremazia evidente nei dati
Il silenzio del tecnico granata Baroni nel post partita è l’emblema di una sconfitta senza appello. L’analisi della gara mostra una direzione unica. Il Grifone ha controllato il gioco con un possesso palla del 62% contro il 38% avversario, dettando i ritmi attraverso una fitta rete di 632 passaggi contro i soli 380 del Torino. Ma non è stata una supremazia sterile. La differenza si è vista soprattutto nelle zone calde del campo. Il dato sui tiri, 16 a 7 per i padroni di casa, e quello sulle conclusioni nello specchio, 5 a 3, delineano il quadro di una partita a senso unico.
I rossoblù padroni dell’area di rigore
La vera differenza tra le due squadre è emersa nella capacità di creare pericoli concreti. Il Genoa ha costruito occasioni con continuità, arrivando al tiro per ben 13 volte dall’interno dell’area di rigore, a fronte delle appena 4 conclusioni granata da posizione ravvicinata. Un divario netto. Questo si riflette nel conteggio delle grandi occasioni da gol, 3 -1 per il Grifone, e in un valore di Expected Goals (xG) di 1.88 contro lo 0.60 del Torino. I 25 tocchi in area avversaria, contro i 10 degli ospiti, sono la fotografia di un assedio costante.




