Undici giorni in cella da innocente. Sergio Girardi, ex portiere del Genoa con oltre 180 presenze, ha vissuto un incubo nel marzo del 1980, trascorrendo il suo 34rsimo compleanno dietro le sbarre. Un’accusa infamante. Fu sospettato di aver truccato la partita Genoa-Palermo del 13 gennaio 1980, ma ne uscì pulito in ogni sede giudiziaria, così come la società rossoblù. A distanza di oltre quarant’anni, un tifoso ha sentito il bisogno di scrivergli per non dimenticare.
Il terremoto del Totonero
Quella domenica del 23 marzo 1980 il calcio italiano fu scosso da un terremoto. L’operazione legata allo scandalo del Totonero portò a dodici arresti e alla radiazione del presidente del Milan, Felice Colombo. Girardi fu l’unico a cui misero le manette ai polsi, trasferito dal Ferraris al penitenziario di Trastevere dopo una vittoria sul Como. Altri club, come la Lazio, riuscirono a proteggere i propri tesserati da una simile umiliazione. Il processo sportivo portò a condanne e alle retrocessioni di Milan e Lazio, mentre quello ordinario si concluse con un’assoluzione generale, poiché la frode sportiva non era ancora reato. Per Girardi rimasero undici notti di detenzione e una ferita profonda.
Le scuse di un tifoso
A rompere un lungo silenzio è stato Franco Abrile, storico tifoso del Grifone e collezionista di cimeli rossoblù. Ha affidato ai social una lettera aperta per l’ex portiere, che ha compiuto ottant’anni. Un modo per ringraziarlo e per chiedere scusa a nome di chi non lo ha mai fatto. Abrile ha voluto dare voce a un sentimento covato a lungo, scrivendo parole che mirano a sanare, almeno in parte, una vecchia ingiustizia. Un pensiero rivolto alla sofferenza patita dal giocatore e dalla sua famiglia, una sofferenza che, scrive il tifoso, ‘non mi dava pace’.




