Ventisette punti in diciannove partite. Non serve altro per descrivere l’impatto di Daniele De Rossi sulla panchina del Genoa. Arrivato in Liguria con la squadra al terzultimo posto, il tecnico ha orchestrato una rimonta che ha il sapore della salvezza, un traguardo che appariva lontanissimo solo pochi mesi fa. Il Grifone ora vola, con nove punti di margine sulla zona retrocessione. Un vantaggio che, sebbene non ancora matematico, consente di guardare al finale di stagione con una tranquillità che a Genova non si respirava da tempo.
Una marcia da zona Europa
La trasformazione del Genoa non è frutto del caso. È il risultato di un lavoro metodico che ha cambiato il volto e l’anima della squadra. Con sette vittorie, sei pareggi e sei sconfitte, De Rossi ha impresso un ritmo da zona nobile della classifica. La media di quasi un punto e mezzo a partita è paragonabile a quella di formazioni che lottano per un posto nelle coppe europee. Il tecnico ha costruito una struttura solida, partendo da una difesa imperniata su leader come Leo Østigård e Johan Vásquez, e ha dato equilibrio al centrocampo grazie alla corsa di Morten Frendrup e alla qualità di Ruslan Malinovskyi. La squadra non è più sfiduciata, ma consapevole della propria forza, capace di affrontare ogni avversario a viso aperto, rigenerata nel collettivo e nelle sue individualità, da Baldanzi a Vítor Oliveira.
La rivincita del campione
Accettare la panchina di una squadra in piena crisi era una scommessa. De Rossi aveva molto da perdere, specialmente dopo la brusca fine del suo rapporto con la Roma. Un eventuale fallimento in Liguria avrebbe potuto compromettere la sua carriera da allenatore. Invece, ha dimostrato coraggio e competenza, provando di essere non solo un uomo di carattere, ma un tecnico preparato, con idee chiare e la capacità di trasmetterle al gruppo. Lontano da casa, ha trovato l’ambiente ideale per dimostrare il suo valore, costruendo un piccolo capolavoro sportivo che porta la sua firma. La salvezza, ormai a un passo, non è solo un traguardo per il Genoa, ma la vittoria personale di un allenatore che si è preso la sua rivincita.




