Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Mauro Viviani, tecnico livornese classe 1949, la cui carriera da allenatore è legata in particolare al Pisa di Romeo Anconetani. La notizia, riportata da PianetaGenoa1893, ricorda anche il suo passato nel settore giovanile del Genoa, un capitolo della sua vita segnato da un grande potenziale e da una sfortuna persistente.
Un talento frenato dagli infortuni in rossoblù
La storia di Viviani con il Grifone iniziò quando aveva 16 anni. Il Genoa lo acquistò dal Rosignano Solvay e, dopo un provino, l’allenatore Lino Bonilauri ne approvò l’inserimento nelle giovanili. La sua promettente carriera da calciatore fu però interrotta bruscamente. Dopo essere stato ceduto al Torino, nel 1966 subì la rottura del legamento crociato e del menisco. Rientrato al Genoa dopo la riabilitazione, un secondo grave infortunio allo stesso ginocchio mise fine alle sue speranze, precludendogli anche una convocazione nella Nazionale Under-23 guidata da Azeglio Vicini.
La carriera da allenatore tra Pisa e Perugia
Appese le scarpe al chiodo, Viviani costruì una lunga carriera da allenatore. L’apice lo raggiunse a Pisa, dove rimase per cinque stagioni, vivendo due campionati di Serie A e tre di B, e conquistando una promozione nella massima serie nella stagione 1989-1990. Un’altra esperienza significativa fu quella al Perugia di Luciano Gaucci, dove nel 1994 ottenne la promozione in Serie B come vice di Ilario Castagner. Dopo un breve ritorno a Pisa interrotto dal fallimento del club, guidò numerose squadre in Serie C, tra cui Brescello, Sanremese, Taranto, Sambenedettese e Foligno.




