Justin Bijlow non si accontenta. Il portiere del Genoa, in un’intervista al Secolo XIX, ha parlato della sua nuova avventura in Italia. Un’esperienza iniziata con la necessità di adattarsi. “Sapevo che mi sarei dovuto adattare, ma dal primo giorno ho sempre sentito fiducia dal mister e dai compagni” ha spiegato l’estremo difensore. Superare un periodo di inattività non è stato semplice. “Quando non giochi da tanto, non è semplice, ma penso di avere gestito questa cosa bene”.
Fame di crescita e filosofia di gioco
L’ambizione personale resta alta. Bijlow non si nasconde. “A essere onesto, non sono mai soddisfatto. Per ora le cose vanno bene, ma c’è sempre spazio per migliorare”. Una fame di crescita continua. Questa mentalità si sposa con le idee di gioco del tecnico Daniele De Rossi, che predilige la costruzione dal basso. La strategia però non è rigida. “Dipende sempre da partita in partita, perché ogni squadra attacca e difende in maniera diversa”, ha chiarito il portiere. L’idea di base è chiara. “L’idea è costruire l’azione dai piedi del portiere, ma se non è possibile, non lo si fa”. Il ricordo più bello finora è legato a una parata specifica, quella “fatta sul colpo di testa di Bonny contro l’Inter”.




