Collovati svela il pianto segreto di Bagnoli ad Anfield: "Altro che catenacciaro, era un rivoluzionario"
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Collovati svela il pianto segreto di Bagnoli ad Anfield: “Altro che catenacciaro, era un rivoluzionario”

Fulvio Collovati ricorda Osvaldo Bagnoli, svelando per la prima volta le lacrime del tecnico dopo la storica vittoria del Genoa ad Anfield. Un ritratto inedito del mister, tra tattica e umanità.

Fulvio Collovati apre il libro dei ricordi su Osvaldo Bagnoli, l’allenatore con cui scrisse una pagina indelebile della storia del Genoa. Un racconto che va oltre il campo per svelare il lato umano e tattico di un tecnico spesso etichettato ingiustamente. Collovati demolisce il mito del “catenacciaro” e rivela per la prima volta un retroscena commovente legato alla magica notte di Anfield del 18 marzo 1992.

Un innovatore tattico incompreso

L’immagine di Osvaldo Bagnoli è stata per anni legata a un calcio difensivo. Una visione che Collovati definisce “parziale e limitata”. Secondo il difensore, Bagnoli era in realtà un precursore dei tempi. “Tante delle idee che ancora oggi vediamo in campo, lui le aveva già messe in pratica quarant’anni fa”, ha spiegato Collovati, citando un esempio specifico. “È stato tra i primi in Italia a giocare con il 5-3-2 o 3-5-2 che oggi va tanto di moda. Era avanti, parecchio avanti”. La sua grandezza non si limitava alla fase difensiva, come dimostrato dallo Scudetto vinto con il Verona contro avversari del calibro della Juventus di Platini e del Napoli di Maradona. Anche nel Genoa la sua impronta fu decisiva, valorizzando esterni come Eranio e Branco, giocatori che avrebbero poi raggiunto rispettivamente il Milan e il titolo di campione del Mondo con il Brasile.

La notte di Anfield e le lacrime nascoste

Il capolavoro di quel Genoa resta l’impresa di Anfield, quando il Grifone eliminò il Liverpool dalla Coppa Uefa vincendo in trasferta. “Una magia”, la definisce Collovati. “Siamo usciti tra gli applausi di quarantamila tifosi del Liverpool. Se ci penso ho ancora i brividi”. In un’intervista rilasciata a gazzetta.it, l’ex difensore ha raccontato la gestione del gruppo da parte del tecnico, un misto di rigore e umanità. Un esempio è l’aneddoto su Branco, rimproverato in dialetto milanese strettissimo per un movimento sbagliato, una scena conclusasi con una risata generale. Ma il ricordo più toccante è legato al post-partita di Liverpool. Nello spogliatoio, Bagnoli mantenne il suo solito aplomb, invitando la squadra a non montarsi la testa. “Poi però, fuori dallo spogliatoio, io e alcuni compagni lo beccammo con la testa tra le mani: stava piangendo. Prima e unica volta che lo abbiamo visto così commosso. Fino a oggi non lo avevo mai detto a nessuno”.