L’Italia ha lasciato un segno su Tonda Eckert. L’attuale tecnico del Southampton, che sta portando i Saints a sognare la Premier League, non dimentica i suoi quattro anni trascorsi nel nostro paese tra il 2022 e il 2025 da collaboratore tecnico. Un’esperienza che lo ha trasformato, rendendolo, a detta degli inglesi, “più italiano che tedesco”. Al centro dei suoi ricordi c’è il Genoa, dove ha lavorato al fianco di Alberto Gilardino e Patrick Vieira, figure che hanno inciso sulla sua filosofia di allenatore.
L’umiltà dei campioni e l’arte di improvvisare
Il lavoro con due campioni del mondo ha offerto a Eckert una prospettiva unica. In una intervista a Gazzetta dello Sport, il tecnico tedesco ha descritto l’impatto di quelle figure. “Gilardino è una persona tanto, tanto umile”, ha raccontato. “È una cosa che cerco di portare con me anche al Southampton”. L’esperienza italiana ha anche modificato il suo approccio al campo. Abituato alla meticolosa preparazione tedesca, Eckert ha scoperto il valore dell’adattamento. “Nei quattro anni in Italia ho imparato che a quel punto la preparazione è sì importante, ma contano anche l’intuizione e la capacità di cambiare in corsa”.
Capire l’identità rossoblù
L’avventura italiana di Eckert è passata anche da Coverciano, dove ha frequentato il corso UEFA Pro risultando il primo della classe. Un percorso che gli ha permesso di approfondire la tattica e il modo di difendere all’italiana. Ma la lezione ricevuta a Genova va oltre il campo. Riguarda l’identità. Una comprensione profonda del legame tra squadra e città. “Se vai al Genoa e non capisci i valori rossoblù, cosa rappresenta la tifoseria e cosa rappresenti quando vai in campo, il Genoa non è per te”, ha affermato con convinzione. Una dichiarazione che mostra il suo rispetto per il club e la sua gente, un legame che il tempo e la distanza non hanno scalfito.




