Lamanna, i ricordi del Genoa: "Milito imprendibile, il derby unico"
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Lamanna, i ricordi del Genoa: “Milito imprendibile, il derby unico”

L’ex portiere Eugenio Lamanna si racconta: dal sogno di giocare con Milito e Palladino alla magia del Ferraris nel derby. Aneddoti e ricordi di un passato indimenticabile con la maglia del Genoa.

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L’esperienza al Genoa è stata un sogno per Eugenio Lamanna, che in un’intervista al podcast “Shot Sports” ha ripercorso le tappe della sua avventura in rossoblù. Dai compagni di squadra come Milito e Palladino, all’atmosfera unica dello stadio Ferraris, l’ex portiere ha condiviso aneddoti e sensazioni del suo passato.

Campioni e umiltà: da Milito a Palladino

Arrivato dalla Serie D al Como e poi in Serie A, Lamanna si ritrovò in una squadra di alto livello. “Un Genoa stellare con Milito, Thiago Motta, Palladino, Jankovic”, ha raccontato, sottolineando l’umiltà dei grandi campioni. L’obiettivo era carpirne i segreti per mantenere una mentalità vincente.

Tra i ricordi più vividi, le giocate del ‘Principe’. “Sapevi che faceva sempre la solita sterzata, ma non lo prendevi”. Lamanna ha menzionato un allenamento in cui Milito, reduce da pubalgia, gli chiese di mettersi in porta: “Non la vidi mai”. Anche per Palladino ha avuto parole di ammirazione: “Vederlo muoversi in campo era poesia”.

I rigori parati: Ljajic, Tevez e Candreva

Lamanna ha costruito parte della sua fama come para-rigori. L’esordio fu memorabile, in un match contro la Roma dopo l’espulsione di Perin. “Faceva un freddo incredibile”, ha ricordato. Entrato senza riscaldamento al posto di Iago Falque, neutralizzò il tiro di Ljajic. “Al rientro negli spogliatoi, Pinilla mi disse: ‘Adesso è tutto in discesa’”.

Contro la Juventus, subentrò a Perin infortunato e parò un rigore a Tevez, avendo stavolta il tempo di riscaldarsi. Un altro episodio chiave fu il rigore parato a Candreva dell’Inter all’88’, in una partita giocata dopo una settimana di ritiro in un momento difficile per la squadra. Un intervento che contribuì a una vittoria fondamentale.

L’atmosfera del Ferraris e la magia del derby

Giocare a Marassi ha lasciato un segno indelebile. “Entrare al Ferraris è un’esperienza che auguro a chiunque”, ha affermato Lamanna. La settimana del derby della Lanterna era diversa da tutte le altre, con lo stadio che si riempiva ore prima della partita. “Fai riscaldamento con 34mila persone”, ha spiegato, ricordando con piacere gli anni vissuti ad Arenzano, cittadina a maggioranza genoana.

Il futuro nel calcio

Attualmente svincolato, Lamanna ha spiegato di essere in attesa di una chiamata mentre continua ad allenarsi. A 37 anni, sta già pensando al suo futuro, che spera sia ancora nel mondo del calcio. “Vorrei restituire ciò che ho imparato”, ha concluso, esprimendo il desiderio di aiutare altri portieri a esprimere il loro potenziale.