Milutin Osmajic si presenta al mondo Genoa senza filtri, mettendo sul tavolo gli errori del passato e la ferma volontà di iniziare un nuovo capitolo in Italia. In un’intervista concessa a Il Secolo XIX, l’attaccante montenegrino ha ripercorso le tappe più controverse della sua carriera, mostrando pentimento e una nuova consapevolezza.
Il passato in Inghilterra tra accuse e rimpianti
Il percorso inglese di Osmajic è stato segnato da episodi disciplinari. L’attaccante ha parlato di una squalifica di nove giornate che ritiene ingiusta, nata da un’accusa basata sulla lettura del labiale. “Quello no, non sono colpevole. Vengo dai Balcani e accusarmi era facile, mi hanno dato 9 giornate e non ho potuto difendermi”, ha spiegato, definendola una vicenda che lo ha ferito. Ammette invece pienamente la sua colpa in un’altra occasione, quella del morso all’avversario Beck durante un derby. Una reazione istintiva a un fallo pericoloso su un compagno di squadra. “Aveva quasi rotto una gamba a un mio compagno”, ha ricordato Osmajic. “Ho sbagliato a reagire e ne sono pentito”.
La promessa: “Ora so usare la testa”
Le esperienze passate sono diventate un punto di svolta per il giocatore. “Ho commesso degli errori, ho capito di aver sbagliato e non ci voglio ricadere più”, ha affermato con decisione. La sua promessa è quella di un uomo maturato. “Quegli errori sono alle spalle. Ora so controllarmi meglio, sono cresciuto, so usare la testa, in campo e fuori”. L’attaccante ha poi svelato un lato inedito del suo carattere, legato all’impegno sociale nel suo paese d’origine. “Mi piace aiutare gli altri, coloro che hanno meno di me. Se sei ‘man of the match’ vinci qualcosa, quando mi capitava giravo sempre tutto in Montenegro, ad associazioni che aiutano ragazzi in difficoltà”.




