Dodici anni, quasi tredici, alla guida del Genoa. Aldo Spinelli ripercorre la sua presidenza, un’era segnata da grandi campioni, notti insonni sul mercato e un sogno europeo svanito sul più bello. L’ex patron ha condiviso aneddoti e retroscena in un’intervista a PianetaGenoa1893.net, svelando i dettagli di un calcio che non c’è più e il suo legame viscerale con il Grifone.
La semifinale Uefa e la questione dei premi
Il ricordo più amaro è legato alla cavalcata europea, interrotta in semifinale. Spinelli individua una causa precisa per quella sconfitta. C’era un patto economico con la squadra. “L’accordo firmato da Collovati, Eranio e Signorini prevedeva 400 milioni di lire alla squadra per ogni passaggio di turno”. Il problema sorse prima della potenziale finale. “Per la finale ne pretesero il doppio”. Questa richiesta creò tensioni insanabili. “Ne nacque una discussione nello spogliatoio e perdemmo, altrimenti saremmo andati in finale”, ha spiegato l’ex presidente, ricordando una squadra che aveva eliminato la Juventus dalle coppe.
Le battaglie di mercato: Skuhravy e Aguilera
Le trattative per portare i grandi campioni a Genova furono complesse. L’acquisto di Tomáš Skuhravy mise a dura prova i nervi di Spinelli. “Lo acquistai in una notte di Italia ’90. Riconobbi al suo procuratore ceco una commissione enorme, ma Thomas non firmava”. Sul centravanti c’era anche il Torino, che offriva 8 miliardi. Spinelli chiuse l’affare per 3 miliardi, ma l’attesa per la firma fu estenuante, come testimoniano le continue telefonate con Spartaco Landini. Anni dopo, rifiutò un’offerta da 27 miliardi dal Marsiglia di Bernard Tapie. Anche la vicenda di Carlos Aguilera fu un intrigo di mercato. “Gli proposi un miliardo all’anno per cinque anni. Depositai la proposta in Lega”. Intervenne però Bettino Craxi per favorire il Torino di Borsano. Nonostante il rilancio granata, Spinelli ha raccontato che “il Pato prese solo i 300 milioni che i granata scrissero nella proposta che depositarono in Lega, il resto erano assegni scoperti”.
Uomini simbolo: da Scoglio a Signorini
Un pensiero speciale è dedicato a due figure iconiche di quel Genoa: Franco Scoglio e Gianluca Signorini. “Scoglio è rimasto nel mio cuore. Aveva il Genoa dentro”, ha affermato Spinelli, ricordando le cinquemila persone presenti alla sua presentazione. Fu proprio il ‘Professore’ a insistere per avere il capitano. “Scoglio non voleva Bedin, ma Gianluca: ‘Parli con Liedholm e con Viola, le garantisco la Serie A con Signorini’”. Spinelli ha raccontato del pranzo con il presidente della Roma, Dino Viola, per convincerlo a cedere il difensore. Un acquisto che segnò un’epoca. Dopo aver lasciato il club, l’impatto emotivo fu fortissimo. “Piansi per quindici giorni, era come aver perso la mia vita. Avrei speso fino all’ultimo centesimo per questa società”.




