Nessun cartellino rosso per Calhanoglu. La decisione dell’arbitro Fabbri al 62′ di Inter-Genoa ha acceso il dibattito tra i tifosi, ma l’analisi tecnica fuga ogni dubbio. Il fallo su Caleb Ekuban non era da espulsione. La spiegazione risiede in due dettagli precisi che hanno guidato la scelta del direttore di gara, come ricostruito anche dalla moviola de La Gazzetta dello Sport.
Giallo a Calhanoglu e rigore per l’Inter: gli episodi
Il primo episodio contestato riguarda il minuto 62. Calhanoglu, posizionato come ultimo difensore, interrompe fallosamente la corsa di Ekuban, lanciato verso l’area avversaria. Molti hanno invocato l’espulsione. La valutazione di Fabbri si è basata però su due elementi oggettivi: il pallone non si dirigeva direttamente verso la porta e il difensore interista Carlos Augusto aveva la possibilità di intervenire per recuperare la posizione. Il giallo è stata la sanzione corretta. Sette minuti più tardi, al 69′, l’arbitro ha invece assegnato un calcio di rigore all’Inter senza esitazioni. Su un cross dalla destra di Luis Henrique, il centrocampista del Genoa Alexsandro Amorim ha intercettato la sfera con un braccio visibilmente alto e staccato dal corpo. Una dinamica che non ha lasciato spazio a interpretazioni diverse.




