La Digos di Genova ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per quattro ultrà del Genoa, di età compresa tra i 22 e i 37 anni, in relazione agli scontri avvenuti prima della partita con l’Inter dello scorso 14 dicembre. Tre di loro avevano già precedenti. Le accuse includono travisamento, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e violazione delle norme sulle manifestazioni sportive.
Un attacco pianificato
Le indagini hanno confermato che le violenze non furono casuali, ma un attacco premeditato contro i tifosi interisti, organizzato con il supporto di circa 130 ultrà del Napoli. Durante i disordini, avvenuti in una zona ad alta densità di traffico, uno dei partecipanti ha lanciato un cartello stradale metallico contro gli agenti, mentre altri hanno utilizzato aste, bastoni e cinghie. Le azioni hanno messo a rischio l’incolumità dei cittadini rimasti bloccati nel traffico. Il bilancio è di quindici agenti feriti.
Nove ultrà nel mirino degli inquirenti
L’analisi delle immagini di videosorveglianza ha permesso di ricostruire le condotte dei singoli. L’indagine aveva già portato a cinque arresti in flagranza differita il 16 dicembre, due giorni dopo i disordini. In quell’occasione, erano stati sequestrati indumenti e telefoni cellulari per riscontrare la presenza dei soggetti sul luogo. I quattro nuovi arrestati si aggiungono a quel primo gruppo, portando a nove il totale degli indagati per la guerriglia urbana che solo il massiccio intervento delle forze dell’ordine impedì degenerasse ulteriormente.




