Dan Sucu torna a parlare del Genoa e lo fa da Bucarest, prima dell’amichevole tra il Grifone e il Rapid, l’altra società di sua proprietà. Il presidente rossoblù si è soffermato soprattutto sugli aspetti societari, dal possibile ingresso di nuovi partner alle vicende legali ancora legate al passato del club, passando per gli investimenti e per la fiducia riposta in Daniele De Rossi.
Sulle questioni prettamente sportive, invece, Sucu preferisce lasciare spazio alla direzione sportiva. Il suo intervento parte però da un punto preciso: il futuro del Genoa non deve necessariamente essere costruito da solo.
Sucu: “Sono disposto a trovare partner”
Il presidente rossoblù ha ribadito di non considerare la ricerca di nuovi soci come un problema. Al contrario, se le necessità finanziarie del Genoa dovessero superare le sue possibilità, Sucu sarebbe pronto a condividere il progetto con altri investitori.
“Io non ho mai pensato al mio interesse prima dell’interesse del Genoa e ho sempre detto questo, che nel momento in cui sento che la potenzialità finanziaria richiesta è più grande di quello che io posso fare, sono sempre disposto a trovare partner e a parlare con loro. Non sono interessato necessariamente a restare l’unico partner”.
Il presidente ha spiegato che negli ultimi mesi una parte significativa del lavoro è stata assorbita dalle questioni giudiziarie: “Il problema che abbiamo sempre avuto è il fatto che la metà del tempo che io dedico al Genoa lo perdiamo in tribunale, lo spendiamo con questioni legali”.
Secondo Sucu, la situazione sarebbe diventata più chiara dopo le recenti decisioni del tribunale e questo potrebbe rendere più semplice confrontarsi con eventuali nuovi investitori.
“Posso rimanere anche socio minoritario”
L’ambizione dichiarata resta quella di riportare il Genoa ai livelli del passato, ma senza porre limiti alla composizione futura della società: “Vogliamo trasformare il Genoa, riportarlo dove è stato anni fa. Questa è l’idea. Io avevo sempre detto – e sto ripetendo: dove io non posso fare da solo, lo farò insieme con altri partner. E se trovo partner più forti di me non c’è nessun problema, perché io posso rimanere anche un socio minoritario. Basta che possiamo lavorare sull’interesse del Genoa”.
Sucu, però, evita di parlare già oggi di obiettivi sportivi a lungo termine: “Di parlare adesso, dopo che abbiamo avuto un avvio non certo il migliore possibile, di arrivare in coppe europee o fare altri pensieri che abbiamo, mi sembra un po’ prematuro. È troppo presto”.
Il presidente sottolinea comunque gli investimenti effettuati nell’ultima sessione di mercato e la presenza di diversi giocatori impegnati con le rispettive Nazionali: “Abbiamo una squadra con molta esperienza. Adesso ci sono dieci giocatori che giocano in nazionale in diversi paesi e non sono oggi in Bucarest perché sono con le loro nazionali. Abbiamo un allenatore campione mondiale che ha la fiducia di noi tutti”.
De Rossi, confermata la fiducia
Sul momento del Genoa, Sucu preferisce non entrare nei dettagli tecnici e rimanda le valutazioni alla struttura sportiva. La stessa linea viene mantenuta quando si parla di mercato.
“Io preferisco parlare poco della parte sportiva. È meglio parlare di questa parte sportiva con quelli che sono preparati direttamente in questa direzione”.
Anche sul mercato di gennaio, dunque, il presidente lascia la parola al direttore sportivo. Sucu ha invece risposto al tema del possibile interesse del Burnley per Diego Lopez, limitandosi a spiegare di aver letto le indiscrezioni.
Più netta la posizione su Daniele De Rossi. Sucu assicura che l’allenatore gode della fiducia dell’intero ambiente: “Io sono convinto che lui sente non solo la mia fiducia, ma la fiducia di tutti noi. C’è anche la fiducia, sicuramente la più importante, dei suoi giocatori. Sì, sono assolutamente convinto che lui sente che tutto è possibile insieme per arrivare al posizionamento a cui siamo interessati”.
Nuovi soci, Sucu non chiude la porta
Il tema societario torna anche quando gli viene chiesto se possano esserci novità entro la fine del 2026. Il presidente evita di anticipare eventuali operazioni, ma conferma di essere in contatto con potenziali partner.
“È prematuro parlare di questa cosa. Quello che ho detto sempre è che sono aperto a trovare persone che sono società, persone che sono forti, che possono aiutare il Genoa. Non sono chiuso, non sono un cowboy da solo”.
E alla domanda sulla presenza di potenziali soci in grado di alimentare le ambizioni dei tifosi, la risposta è altrettanto diretta: “Sto parlando, ho parlato molte volte. Non è il caso di parlarne. Il mondo degli affari è un mondo dove devi trovare partner, non sempre dove devi fare le cose da solo”.
L’amichevole con il Rapid e il futuro
La sfida di Bucarest rappresenta anche l’occasione per mettere a confronto le due realtà calcistiche di Sucu. Il presidente ha spiegato di aver voluto una partita competitiva, richiesta anche dai due allenatori.
“La prima cosa che dobbiamo capire è che abbiamo cercato di organizzare una partita molto seria, molto forte. Tutti e due i club hanno bisogno di partite di livello alto per potersi preparare ad un livello importante”.
Sucu non esclude che la sfida possa essere riproposta in futuro a Genova: “Rifarla a Genova? Sicuramente, si può fare anche a Genova. Adesso abbiamo fatto qui per farvi scoprire un po’ la realtà qui. Siete tutti benvenuti nel vedere un po’ della nostra realtà. Dopo sicuramente tutto lo staff dalla Roma sarà molto felice di andare a giocare una partita a Genova. E forse potremmo giocare nelle coppe europee insieme. Non so…”
Proprio il riferimento alle competizioni europee resta però, per ora, un’ipotesi lontana dalle priorità immediate. Sucu lo aveva già chiarito parlando degli obiettivi stagionali: prima di tutto c’è la necessità di riportare il Genoa a un livello più alto.
“Se la parte sportiva va bene, tutte le altre cose vanno bene”
Nel finale dell’intervista, il presidente è tornato sulle condizioni trovate al momento del suo ingresso nel Genoa e sul peso delle vicende legali: “Sicuramente siamo partiti da una posizione non molto favorevole. Non solo sulla parte finanziaria, ma anche sulla parte legale. Nella mia vita non avevo mai visto così tante battaglie legali. In trent’anni non avevo mai visto così molte battaglie legali come a Genova in sei mesi”.
Sucu ha quindi indicato il rendimento della squadra come elemento centrale per valutare tutto il lavoro societario: “Abbiamo però fatto molte cose buone, solo che noi tutti sappiamo molto bene che se la squadra non fa tre punti o un punto ogni domenica, non importa quante cose bene hai fatto perché non vedi i punti che si arrivano. I risultati sono importanti”.
E proprio da qui arriva la conclusione del suo ragionamento: “Noi siamo un’attività eminente sportiva. Se la parte sportiva va bene, tutte le altre cose vanno bene”.
Per Sucu, dunque, il progetto Genoa passa da più piani contemporaneamente: investimenti, stabilità societaria, soluzione delle questioni legali e risultati sul campo. E sulla possibilità di condividere il percorso con nuovi partner, la porta resta aperta.




