Il mondo del calcio piange Sandro Mazzola, scomparso all’età di 83 anni. Storica bandiera dell’Inter e protagonista della Nazionale italiana, Mazzola ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio grazie ai suoi successi in campo e al successivo percorso da dirigente.
Una leggenda del calcio italiano
Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro ha costruito una carriera straordinaria con la maglia dell’Inter, diventando uno dei simboli della celebre Grande Inter di Helenio Herrera.
Con la Nazionale azzurra ha conquistato il Campionato Europeo del 1968 e ha preso parte a tre edizioni dei Mondiali, in Inghilterra nel 1966, Messico nel 1970 e Germania Ovest nel 1974. Indimenticabile la storica staffetta con Gianni Rivera, una rivalità sportiva che ha segnato un’epoca senza mai intaccare il rapporto di stima reciproca tra i due campioni.
L’esperienza da dirigente
Conclusa la carriera da calciatore, Mazzola è rimasto legato al mondo del calcio ricoprendo importanti incarichi dirigenziali. È stato direttore sportivo dell’Inter dal 1995 al 1999, contribuendo alla costruzione della squadra nerazzurra negli anni della presidenza Moratti.
Nel suo percorso professionale ha avuto anche un’esperienza al Genoa, oltre a ricoprire ruoli dirigenziali nel Torino, aggiungendo così un capitolo rossoblù alla sua lunga carriera nel calcio italiano.
Commentatore e uomo di calcio
Dopo l’esperienza nelle società, Mazzola ha continuato a raccontare il calcio da osservatore privilegiato, lavorando come commentatore tecnico per Rai Sport.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama calcistico italiano. Campione, dirigente e uomo di sport, Sandro Mazzola resterà per sempre una delle figure più rappresentative della storia del calcio azzurro.




