Leonardo Pavoletti ripercorre le tappe più importanti della propria carriera, dagli inizi difficili fino alla consacrazione con il Genoa e ai nove anni vissuti a Cagliari. L’attaccante rossoblù ha affidato i suoi ricordi a una lettera pubblicata sulla pagina Consapevolezze e successivamente condivisa sui social da Gianluca Di Marzio. Un racconto personale, fatto di sacrifici, momenti difficili e traguardi indimenticabili, che attraversa anche la sua esperienza in Liguria.
Dagli inizi difficili alla consacrazione con il Genoa
Il percorso di Pavoletti nel calcio professionistico non è stato semplice. Prima di affermarsi in Serie A, il centravanti ha trascorso anni tra le categorie inferiori, alternando occasioni e delusioni. Da ragazzo ha anche pensato di smettere, schiacciato dalle aspettative e dalle difficoltà incontrate nel tentativo di realizzare il proprio sogno.
Il rapporto con il padre, insegnante e grande appassionato di sport, ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita. Le pressioni non sono mancate, ma la fiducia ricevuta lo ha aiutato a proseguire anche quando sembrava difficile trovare una strada.
La svolta è arrivata dopo diverse esperienze, tra cui quelle con Viareggio, Pavia e Juve Stabia. A Lanciano Pavoletti ha ritrovato la voglia di mettersi in gioco, costruendo le basi per il salto verso il calcio di alto livello. La consacrazione è arrivata con il Genoa, dove i gol e il rapporto con il pubblico di Marassi gli hanno regalato il soprannome di «Pavoloso».
Nove anni in Sardegna: Cagliari è casa
Il capitolo più profondo del racconto è quello dedicato al Cagliari. Nove anni durante i quali Pavoletti ha costruito un rapporto speciale con la città, la Sardegna e i tifosi rossoblù.
«Cagliari è casa. È la sensazione di aver trovato il proprio posto nel mondo e di non avere bisogno di cercare altro», scrive l’attaccante nella lettera.
Un legame consolidato attraverso stagioni molto diverse: dalla salvezza conquistata con fatica alla gioia dei gol e della nascita del primo figlio, passando per due gravi infortuni al ginocchio, i cambi in panchina e la dolorosa retrocessione.
Pavoletti ricorda in particolare il silenzio e la tristezza del ritorno in battello da Venezia dopo la discesa in Serie B. In quel momento si sentiva responsabile e aveva un solo obiettivo: riportare il Cagliari nella massima serie.
Il gol di Bari, cinque minuti per una vita intera
La data dell’11 giugno 2023 occupa un posto speciale nella memoria dell’attaccante. Nella finale dei playoff contro il Bari, con il ritorno in Serie A in palio, Claudio Ranieri lo lasciò inizialmente in panchina. Pavoletti entrò soltanto all’89’, ma pochi istanti furono sufficienti per cambiare la storia.
«Cross dalla destra, ci arrivo prima di tutti. 0-1, siamo in Serie A. Tutto riassunto in 5 minuti», racconta.
Quella rete è diventata uno dei momenti più iconici della storia recente del Cagliari. Ma il suo significato, spiega Pavoletti, è andato ben oltre il risultato sportivo. A farglielo comprendere sono stati soprattutto i racconti dei tifosi, ognuno legato a quel gol attraverso un ricordo personale, una persona cara o un’emozione rimasta indelebile.
«Ogni cagliaritano, un ricordo diverso. Unico, eterno», scrive il centravanti.
Il futuro dopo il calcio e la lezione di Hemingway
Nella parte finale della lettera, Pavoletti parla anche del futuro e della possibilità di aprire un nuovo capitolo della propria vita. Annuncia di aver deciso di dire addio al calcio, pur lasciando uno spiraglio aperto a eventuali ripensamenti.
A guidarlo è una consapevolezza maturata nel tempo, anche grazie alla lettura de Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, un libro ricevuto durante gli anni di Lanciano e riletto a distanza di tempo.
Il messaggio è quello di imparare ad apprezzare ciò che si è costruito, senza concentrarsi soltanto su quello che manca o che potrebbe arrivare. Oggi Pavoletti guarda al proprio percorso con serenità, circondato dalla moglie e dai tre figli, che definisce «la mia squadra per la vita».
La sua lettera restituisce così il ritratto di un calciatore che ha trasformato le difficoltà in occasioni di crescita. Dal Genoa alla Sardegna, passando per il gol di Bari, la carriera di Pavoletti è una storia di perseveranza, appartenenza e legami che vanno ben oltre il campo da gioco.




