Genoa e standing zone, vertice alla Camera: al centro sicurezza e accessibilità del Ferraris
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Genoa e standing zone, vertice alla Camera: al centro sicurezza e accessibilità del Ferraris

Una proposta per reintrodurre le ‘standing zone’ negli stadi italiani, sul modello europeo, è stata presentata alla Camera. L’iniziativa, promossa dai tifosi del Genoa, ha ottenuto un sostegno politico.

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Il progetto delle standing zone negli stadi italiani approda alla Camera dei Deputati, con il Genoa e l’Associazione Club Genoani (ACG) presenti all’incontro dedicato all’iniziativa “Standing Zone, riportiamo il calcio alle sue origini”. L’appuntamento, patrocinato da Federtifosi e FISSC, si è svolto a Roma con la partecipazione di esponenti politici di diversi schieramenti e rappresentanti del mondo del tifo organizzato.

Al centro del confronto la possibilità di introdurre settori progettati per assistere alle partite in piedi, con particolare attenzione alla sicurezza degli spettatori, ai costi dei biglietti e alla capienza del futuro stadio Ferraris.

Genoa e ACG alla Camera: la proposta delle standing zone

A rappresentare l’ACG erano il presidente Paolo Caricci, il responsabile delle iniziative e del Gruppo Storico Ivano Mucchi e il responsabile dei social media Alessandro Bruzzone. Per il Genoa erano presenti Luca Russo, responsabile dell’area comunicazione, e Matteo Rossi, Supporter Liaison Officer del club.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Luca Pastorino, che ha presieduto la conferenza, Salvatore Deidda, Luca Pirondini e Ilaria Cavo. Sono intervenuti da remoto anche il senatore Matteo Rosso e Gianni Berrino. Federtifosi e FISSC erano rappresentate rispettivamente da Francesco Lotito e Gerardo D’Aprile.

L’obiettivo dell’iniziativa è portare il tema all’attenzione delle istituzioni e favorire un confronto trasversale tra politica, società sportive e tifoserie.

Caricci: «La cosa principale è la sicurezza negli stadi»

Il presidente dell’ACG Paolo Caricci ha sottolineato l’importanza della sicurezza, raccontando le difficoltà che i tifosi incontrano nelle gradinate attuali. Secondo Caricci, gli spazi ridotti e la disposizione dei seggiolini possono favorire cadute e incidenti quando il pubblico esulta e si muove contemporaneamente.

L’associazione sostiene quindi la necessità di ripensare la configurazione delle curve, coinvolgendo anche le altre tifoserie italiane. L’obiettivo è condividere esperienze e competenze per arrivare a una soluzione che migliori le condizioni degli spettatori negli stadi.

Ferraris, il nodo della capienza e dei prezzi dei biglietti

Ivano Mucchi ha evidenziato come le standing zone non riguardino soltanto la rimozione dei seggiolini, ma la progettazione di spazi adeguati per consentire al pubblico di assistere alle partite in piedi in condizioni di maggiore sicurezza. Tra gli aspetti richiamati figurano le dimensioni delle aree, le barriere e le soluzioni per prevenire le cadute.

Per il Genoa, la questione è strettamente legata anche al progetto di rinnovamento dello stadio Ferraris. La prospettiva di una riduzione dei posti disponibili preoccupa l’associazione, soprattutto per quanto riguarda i settori popolari. Mucchi ha inoltre richiamato l’attenzione sul costo dei biglietti nei Distinti per alcune partite, sostenendo che prezzi elevati rischiano di rendere lo stadio meno accessibile a famiglie e giovani.

L’introduzione delle standing zone potrebbe contribuire ad aumentare la capienza dei settori popolari, se accompagnata da un progetto tecnico adeguato.

Genoa, l’obiettivo è coinvolgere anche le nuove generazioni

Nel suo intervento, Matteo Rossi ha ribadito che il tifo in piedi è già una pratica diffusa nelle curve e nelle gradinate italiane. La proposta mira a regolamentare questa abitudine attraverso settori appositamente progettati, evitando soluzioni improvvisate e tenendo conto delle esperienze maturate in altri Paesi europei.

Il rappresentante del Genoa ha inoltre sottolineato il valore sociale dello stadio, luogo di aggregazione in cui persone di età e condizioni diverse condividono la stessa passione. A sostegno di questa considerazione ha citato un dato relativo al club rossoblù: dal periodo successivo alla pandemia, l’età media degli abbonati sarebbe scesa da 48 a 42 anni.

Per Rossi, la partecipazione dei giovani dimostra quanto il calcio possa favorire relazioni e senso di appartenenza. L’obiettivo è quindi conciliare sicurezza, accessibilità e partecipazione, attraverso un aggiornamento normativo che coinvolga Governo, Parlamento, istituzioni sportive, società e rappresentanti dei tifosi.

Il confronto alla Camera rappresenta un passaggio nel percorso promosso dall’ACG e dal Genoa. Per il futuro del Ferraris, il tema delle standing zone resta legato alla possibilità di preservare settori popolari accessibili, migliorando al tempo stesso le condizioni di sicurezza del pubblico.