Criscito si racconta: il Genoa tra il peso del derby e la panchina
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Criscito si racconta: il Genoa tra il peso del derby e la panchina

Domenico Criscito si racconta a Dazn: il rigore sbagliato nel derby, la nuova vita da allenatore e il legame con il Grifone, tra icone come Gasperini e il presente con De Rossi.

Un filo rossoblù lega la vita di Domenico Criscito a Genova. Un legame nato a 14 anni e proseguito per 291 partite, tra l’Europa e la Serie B, tra trionfi e cadute. In una lunga intervista concessa a Pierluigi Pardo per “Legends Road” su Dazn, l’attuale tecnico del Genoa Under 17 ha ripercorso le tappe di una carriera vissuta con il Grifone sulla pelle, svelando retroscena e sensazioni.

L’altalena dei rigori

Ci sono momenti che pesano più di altri. Il rigore sbagliato nel derby è uno di quelli. “Me lo porterò per sempre dentro”, ammette Criscito, ricordando l’ansia e la responsabilità da capitano. Un errore che lo lasciò senza ricordi fino al fischio finale. Il mondo gli crollò addosso. La risposta, però, arrivò tre giorni dopo, contro la Juventus, con un altro tiro dal dischetto sotto la Gradinata Nord. Badelj gli chiese se se la sentisse. Criscito lo mandò via e segnò, iniziando a chiudere un conto con il destino. Un cerchio che si è completato con l’ultimo pallone della sua carriera, il rigore trasformato nel 4-3 contro il Bari.

Da giocatore ad allenatore

Il passaggio dal campo alla panchina è stato immediato e intenso. Criscito ha ricordato la settimana da tecnico della prima squadra, con Murgita, prima della sfida al Sassuolo. Furono notti insonni, passate a fissare il soffitto. “Sapevo che sarebbe stata un’esperienza a tempo, la società è stata chiara”, spiega, sottolineando la sua disponibilità. Ora, alla guida dell’Under 17, non ha fretta di bruciare le tappe. La sua esperienza con i giovani è diretta, memore di quando lui stesso vedeva compagni dalle grandi qualità, come Chiumiento ai tempi della Juventus, perdersi lungo la strada. Un percorso che, secondo lui, richiede tempo e la giusta maturazione.

Ieri e oggi: da Gasperini a De Rossi

Nei suoi ricordi c’è spazio per le figure che hanno segnato la storia recente del club. Gian Piero Gasperini su tutti. “Vent’anni fa era già avanti perché giocava il calcio di oggi”, racconta Criscito, descrivendo un allenatore vincente e aggressivo. Un altro nome che evoca ricordi speciali è quello di Diego Milito, un “fenomeno” che nascondeva la palla e inventava gol. Lo sguardo si sposta poi sul presente, con un giudizio positivo sull’attuale tecnico Daniele De Rossi, che “fa vedere quello che il tifoso del Genoa vuole vedere”. L’eredità dei grandi del passato sembra essere in buone mani. Un percorso, quello di Criscito, che ha trovato la sua conclusione perfetta nell’ultimo atto della carriera. “Il Dio del calcio ha voluto che la mia carriera finisse così”, ha spiegato, riferendosi al rigore segnato contro il Bari, con la sua famiglia e i suoi figli, oggi genoanissimi, a guardare.