Il futuro dello stadio Luigi Ferraris è legato ai risultati del campo. Il progetto di riqualificazione da 100 milioni di euro, presentato da Genoa e Sampdoria, poggia su fondamenta che la stessa amministrazione comunale ha definito incerte. Un’incognita non da poco. La delibera sull’interesse pubblico, arrivata il 12 febbraio scorso, ha dato un primo via libera all’opera, ma ha anche acceso un faro sulle criticità del piano economico-finanziario presentato dal consorzio Stadium.
Le perplessità sul piano economico
Il nodo della questione risiede nella stretta dipendenza tra le previsioni economiche e le performance sportive dei due club. Secondo gli uffici della Direzione governance e finanza di progetto del Comune, il piano attuale non è abbastanza solido. Manca una valutazione di scenari alternativi o di “stress test” che possano verificare la tenuta finanziaria del progetto in condizioni avverse. Una retrocessione, ad esempio, comporterebbe una drastica riduzione degli introiti derivanti dai diritti televisivi, mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero investimento. Per questo motivo, l’amministrazione ha richiesto integrazioni e analisi più robuste in vista della prossima fase, la Conferenza di Servizi decisoria. I proponenti dovranno dimostrare che il progetto può reggere anche in caso di imprevisti sportivi, fornendo garanzie concrete sulla sua fattibilità a lungo termine.




