Daniele De Rossi traccia la rotta. La sfida di domenica alle 12:30 al Bentegodi contro il Verona, valida per la 29 giornata di Serie A, rappresenta uno snodo per il campionato del Genoa. Con 30 punti in classifica, il Grifone vuole allungare sulla zona retrocessione, dove si trova proprio il Verona, penultimo a quota 18. “È un momento molto importante, se non cruciale”, ha affermato il tecnico, spiegando come un risultato positivo permetterebbe di distanziare le squadre in fondo. La vittoria per 2-1 con la Roma, la seconda in tre partite, ha dato fiducia, ma ora serve continuità.
Le scelte e i precedenti: Baldanzi in forse
Il successo sulla Roma ha aiutato a preparare la gara. Il tecnico però non abbassa la guardia. “Il Verona è una squadra viva”, avverte, un concetto reso più semplice dopo la vittoria dei gialloblù a Bologna, che ha interrotto una serie di tre sconfitte. I precedenti sorridono al Grifone, avanti 29-21 nel bilancio degli 81 confronti diretti e vittorioso per 2-1 all’andata. Sul fronte della formazione, Masini sarà assente per squalifica, mentre restano da valutare le condizioni di Tommaso Baldanzi. “Ci sono delle situazioni un po’ al limite, quella di Baldanzi e di qualche altro giocatore”, ha spiegato l’allenatore. La sua filosofia resta la stessa: “Se dovevo sbagliare, dovevo farlo con la mia testa”.
La spinta dei tifosi e la forza del gruppo
La gestione della rosa è un altro punto toccato dall’allenatore. I cinque cambi a disposizione sono una risorsa strategica. “Sono il 50% della squadra”, spiega De Rossi, sottolineando come possano cambiare l’inerzia di una partita. Il rapporto con i giocatori si basa sulla fiducia e sulla professionalità. “Loro mi hanno dato apertura dal primo giorno”, riconosce, un legame che gli permette di concedere anche riposo extra quando necessario. Un pensiero speciale è rivolto ai tifosi, definiti “il succo del calcio”. L’esodo verso Verona non passerà inosservato. “Il Bentegodi non è il Ferraris, ma noi lotteremo per loro perché sappiamo che ci saranno”.




