Niente rigore per il Genoa. L’episodio verificatosi durante la sfida con l’Udinese si era chiuso con la revoca del penalty inizialmente concesso dall’arbitro Collu. Il tocco con il braccio di Christian Kabasele su una giocata di Lorenzo Colombo non è stato ritenuto punibile dopo la revisione al monitor. Una decisione che ha cambiato l’inerzia della gara, terminata poi 2-0 per i friulani.
La dinamica dell’azione e il dialogo tra arbitro e sala Var
Tutto è accaduto nel secondo tempo. Su un’iniziativa di Colombo, il direttore di gara ha fischiato un calcio di rigore per un presunto fallo di mano del difensore dell’Udinese. Collu in campo è convinto. “Vedo il braccio largo”, comunica via radio. Dalla sala Var di Lissone, però, l’arbitro Aureliano frena. “È pancia. Il braccio ce l’ha assolutamente in posizione congrua”. L’AVar Pezzuto solleva un dubbio sulla dinamica, notando un movimento del braccio che prima si allarga e poi si richiude. Aureliano insiste sulla sua interpretazione e invita il collega a rivedere l’azione. “Beppe, il braccio è assolutamente in posizione naturale e non fa nessun movimento, è proprio lungo il corpo”. La on-field review porta alla revoca della decisione iniziale.
La spiegazione ufficiale: “Giusta revoca del rigore”
La spiegazione tecnica dell’episodio è arrivata da Mauro Tonolini, componente della CAN. “Per noi è corretta la on-field review che porta a una giusta revoca del calcio di rigore”, ha affermato. Il punto di contatto avviene quando il braccio di Kabasele è aderente al corpo, rendendo il tocco non punibile. Secondo l’analisi, il leggero allargamento del braccio è una conseguenza della torsione del corpo nel tentativo di intercettare il pallone con il fianco. Tonolini ha aggiunto un dettaglio. Il fatto che il difensore parta con le braccia dietro la schiena non è un elemento prescritto dal regolamento. L’intervento sarebbe stato giudicato non punibile anche se le braccia non fossero state in quella posizione.




