Genova si allontana da Euro 2032. Il progetto per lo stadio Luigi Ferraris non ha superato le verifiche a causa della mancanza di un cronoprogramma approvato e di garanzie finanziarie ritenute sufficienti. Un ostacolo che rischia di escludere la città dalla lista delle sedi per la competizione europea. Per il Genoa e per la città si profila una doppia occasione mancata: l’ammodernamento di uno stadio storico e l’indotto economico di un grande evento internazionale.
Un futuro da ripensare per il Genoa
Senza il traino dei fondi e delle scadenze UEFA, il percorso di restyling di Marassi dovrà essere ripensato. La società rossoblù, che condivide l’impianto con la Sampdoria, si trova ora di fronte alla necessità di intervenire con risorse e modalità ancora da definire. L’iter per la ristrutturazione richiederà scelte autonome e tempi inevitabilmente più lunghi. Un percorso a ostacoli, non più guidato dalla scadenza fissata a luglio per la candidatura.
Il dibattito arriva in città
Mentre altre realtà come Palermo e Cagliari restano in corsa nonostante difficoltà simili, a Genova la questione diventa tema di dibattito pubblico. Domani, a Palazzo Ducale, è in programma un tavolo di confronto organizzato dall’Associazione difesa sampdoriana e dalla Federclubs. L’evento, aperto a tutti, affronterà il tema del Ferraris nel contesto più ampio della situazione degli stadi e dei tifosi nel calcio italiano.




