Un passaggio che può disorientare un calciatore. Lo sa bene Paolo De Ceglie, che ha raccontato il suo impatto con il mondo di Gian Piero Gasperini dopo aver lasciato la Juventus di Antonio Conte. L’ex terzino, intervenuto a Sky Calcio Unplagged, ha descritto le difficoltà iniziali vissute con la maglia del Genoa, un’esperienza che lo ha messo a dura prova.
Due metodi, una sola intensità
“La cosa che li accomuna è il fatto di cercare l’alta intensità”. De Ceglie parte dall’unico punto di contatto tra i due allenatori, prima di descrivere un approccio al gioco che lo mise in crisi. Un mondo opposto. “Con Conte provi e riprovi le giocate, mentre Gasperini, soprattutto dal punto di vista offensivo, lascia molta creatività”, ha spiegato l’ex giocatore. Questo approccio lo spiazzò completamente. “Nei primi tempi mi sembrava di non saper più giocare, venivo da un anno e mezzo di giocate memorizzate”. Con Gasperini serviva un altro tipo di ragionamento. “Dovevi essere tu a ragionare di più e trovare le soluzioni”, ha concluso De Ceglie, definendola una differenza che “dipende molto dai principi che l’allenatore dona ad una squadra”.




