Dal ritiro della Nazionale, le parole di Honest Ahanor, ex difensore del Genoa oggi all’Atalanta, risuonano come una dichiarazione d’affetto per la città ligure e il suo passato in rossoblù. Intervistato da diverse testate, tra cui Il Secolo XIX, il giocatore ha descritto non solo il legame profondo con Genova, ma anche l’importanza di valori come l’amicizia e lo studio nella sua vita.
“La reputo casa mia, il mio posto felice”
Il legame del giocatore con la città ligure è viscerale. “Nonostante non sia nato a Genova, ho sempre vissuto lì. La reputo casa mia, il mio posto felice”, ha detto Ahanor, spiegando che lì si sente sereno e spensierato, anche perché è dove vivono le persone a cui vuole bene. Il difensore ha poi offerto una visione della città come luogo di integrazione. “Genova è una città che mischia le etnie, un’armonia serena che ritrovi sia sui campi che in qualsiasi altro ambito”, ha spiegato, citando come esempio il mondo della musica, con un riferimento al cantante Sayf e ammettendo di conoscere i brani di De André, pur non essendo un esperto di “old school”. Per Ahanor, la musica è una vera e propria “medicina”.
“Una cosa che contraddistingue il Genoa e il suo ambiente”
Secondo Ahanor, i valori che lo hanno guidato nella sua carriera, come “umiltà, duro lavoro e sacrificio”, trovano un contesto ideale proprio a Genova. Il fatto che non sia una metropoli, a suo dire, alimenta un sentimento speciale. “Porta i ragazzi ad avere un maggiore attaccamento alla maglia”, ha affermato. Questa mentalità si traduce in una spinta continua alla crescita personale e collettiva. “Porta al voler sempre migliorare. Questa è una cosa che contraddistingue il Genoa e tutto il suo ambiente”.
Amicizia, talento e l’importanza dello studio
Nelle sue dichiarazioni, Ahanor ha anche sottolineato come il calcio sia “famiglia”, evidenziando la bellezza di ritrovare in Nazionale compagni con cui si è cresciuti. Ha poi condiviso una riflessione sulla scoperta dei talenti, suggerendo che per farli emergere sia sufficiente “lasciare ai bimbi la possibilità di giocare ovunque”. Infine, ha posto l’accento su un aspetto extra-campo: “Lo studio è fondamentale, imparare nuove cose alimenta la mente e ti aiuta in campo”, ha concluso il difensore.




