L’ex portiere del Genoa, Silvano Martina, è tornato a parlare del drammatico scontro di gioco con Giancarlo Antognoni, avvenuto il 22 novembre 1981 durante la partita tra Fiorentina e Genoa. Sollecitato da un recente episodio accaduto nel campionato spagnolo, Martina ha ripercorso quei momenti, sottolineando come l’intenzione di un giocatore non sia mai quella di fare male a un avversario.
Il terribile impatto del 1981
Al 52′ minuto di quella partita, su un lancio lungo, Antognoni tentò di anticipare il portiere rossoblù in uscita. L’impatto fu violento: il ginocchio di Martina colpì la tempia sinistra del fantasista viola. Le conseguenze furono gravissime, con il cuore di Antognoni che si fermò per alcuni istanti e una duplice frattura della teca cranica che richiese un delicato intervento chirurgico. Nonostante la gravità dell’infortunio, il campione della Fiorentina tornò in campo dopo mesi e vinse il Mondiale 1982 con la Nazionale.
Il peso del clamore mediatico
Martina ha raccontato le difficoltà vissute dopo l’incidente. “Non ero abituato a tutto quel clamore lì, di sicuro mi condizionò“, ha spiegato l’ex portiere. Le giornate che precedettero la partita successiva furono molto difficili. “L’importante era che Giancarlo stesse bene, non volevo fargli assolutamente del male“, ha aggiunto, ribadendo la totale involontarietà dello scontro.
La svolta contro l’Ascoli
Sette giorni dopo l’episodio di Firenze, Martina tornò in campo contro l’Ascoli ed un evento specifico lo aiutò a superare il blocco psicologico: “La domenica parai un calcio di rigore dopo 20 minuti, quella cosa mi sbloccò“. Quel gesto tecnico si rivelò fondamentale per superare un momento complicato della sua carriera. Oggi i rapporti con Antognoni e la sua famiglia sono ottimi: “Sono stati dei signori, sempre gentili. Avrebbero avuto il diritto di dirmi qualsiasi cosa e non l’hanno mai fatto. È una cosa che apprezzo ancora oggi“.




