La protesta contro Andres Blazquez finisce in tribunale. La contestazione di una parte della tifoseria rossoblù contro l’amministratore delegato del Genoa approda in un’aula di giustizia, dopo la decisione del gip Alice Serra di fissare un’udienza in camera di consiglio per l’11 marzo 2026. In quella data si deciderà se archiviare il caso o procedere con l’imputazione coatta. La scelta del giudice arriva in seguito all’opposizione presentata dallo stesso Blazquez alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Luca Monteverde, che non aveva ravvisato reati nelle scritte. Lo riporta il portale Primocanale.it
La difesa della Gradinata Nord
Al centro della vicenda ci sono alcuni striscioni anonimi, non legati a gruppi della Nord, apparsi durante la scorsa stagione con frasi come “Blazquez vattene” e “Genoano stai sicuro che con ‘bla bla’ non c’è futuro”. Per la Procura si trattava di critiche aspre ma legittime, prive di contenuti diffamatori o minatori. La denuncia dell’ad aveva dato il via a indagini per presunti reati contro l’onore. Sulla questione è intervenuta la Gradinata Nord con un comunicato a difesa della libertà di espressione. “Il genoano paga abbonamento e biglietto, fa sacrifici per seguire la squadra e ha tutto il diritto di manifestare il proprio pensiero, qualunque esso sia”, si legge nella nota. La curva ha ribadito un concetto chiaro: “Sono passati giocatori, allenatori, presidenti, ma i genoani sono rimasti sempre al loro posto. E così sarà per sempre”. Il messaggio finale per Blazquez è un invito ad accettare le critiche, “altrimenti può accomodarsi altrove”.




